MASS Design group è una squadra di architetti, ingegneri e designers impegnati nello sviluppo di un tipo di architettura che promuove la giustizia e la dignità umana. Sulla base delle loro conoscenze acquisite direttamente sul campo, MASS ha pubblicato alcune linee guida molto utili per combattere la diffusione del COVID-19 nelle cliniche provvisorie che sono state costruite in molte aree del mondo. All’interno di queste tensostrutture la probabilità di essere contagiati è molto elevata, poiché lo spazio è solitamente piuttosto ridotto e c’è un intenso flusso di persone che va e viene. Tuttavia, le tensostrutture dovrebbero rappresentare un luogo sicuro per i pazienti e dovrebbero essere organizzate anche dal punto architettonico affinché non diventino un luogo ad alto rischio di contagio.

MASS suggerisce di mettere in pratica i seguenti 3 accorgimenti:

LIMITARE IL CONTATTO TRA LE PERSONE

Dal momento che il COVID-19 si trasmette tramite il contatto diretto tra individui, è essenziale mantenere un metro e mezzo di distanza tra i pazienti anche all’interno delle cliniche provvisorie. In particolare, è consigliato che i letti siano posizionati a 2 metri di distanza l’uno dall’altro e divisi da un separatore. Questo limita le contaminazioni tra pazienti e guida il flusso d’aria all’esterno della struttura. Inoltre, si raccomanda che il personale sanitario abbia un accesso diverso rispetto a quello dei pazienti e indossi immediatamente gli indumenti di protezione sanitaria. Infine, il lavoro burocratico di registrazione, accettazione e diagnosi dei pazienti andrebbe svolto in uno spazio specificamente destinato a tale lavoro, lontano dai malati.

PULIRE E DISINFETTARE LE SUPERFICI

Anche le superfici contaminate possono rappresentare un mezzo di facile trasmissione del virus. Per questo, le tensostrutture dovrebbero essere pensate e organizzate in modo da limitare il più possibile il contatto con gli oggetti intorno a sé. Tutte le superfici devono essere non solo lavate, ma anche disinfettate frequentemente. La pulizia rimuove lo sporco, mentre la disinfezione uccide i germi. Tutti i prodotti per l’igiene della struttura dovrebbero esser riposti in un luogo specifico, accessibile solo al personale sanitario.

DECONTAMINARE L’ARIA

Infine, MASS consiglia di pianificare e installare un sistema di controllo, decontaminazione e circolazione dell’aria. Per fare ciò sono necessarie conoscenze e attrezzature specifiche, che possono essere difficili da reperire in un contesto di emergenza. In alternativa, si può aggiungere l’aria esterna e sostituirla con quella interna. Nonostante si tratti di un metodo più semplicistico e meno efficiente, rimane essenziale nel caso in cui la prima alternativa non sia realizzabile in tempi brevi e con le risorse disponibili. Nel caso in cui l’aria all’interno delle tende rimanesse contaminata, il rischio di contagio si alzerebbe vertiginosamente per il personale sanitario e i pazienti ricoverati.

Oltre alla cura dei malati, le strutture provvisorie fungono anche da luogo di riparo e protezione dove la dignità umana, comfort e sicurezza non deve venire meno. Per questo si raccomanda di fornire ai pazienti un contenitore per i beni personali, connessione Wi-Fi e prese di corrente per ricaricare i propri apparecchi elettronici, divisione tra i letti per mantenere un livello minimo di privacy ed accesso alle piattaforme di streaming o altre forme di intrattenimento su schermo.

Anche Kito Onlus segue queste linee guida. La struttura medica per l’emergenza sanitaria Kito-Hut, già in funzione dal 2014 nelle Filippine, potrebbe essere un’ottima soluzione per screening e operazioni di accoglienza pazienti. Questa unità ha delle interessanti caratteristiche: viaggia come un container, è espandibile nel sito (si raddoppia di dimensioni), ed è autosostenibile perché provvista di pannelli fotovoltaici e batterie ad accumulo.

Tag:, , , , , Last modified: 24/04/2020