Sono passati quasi tre mesi dallo scoppio della pandemia di COVID-19 che in Italia, come nelle Filippine ha causato numerose morti. Nello specifico, su 12.942 casi confermati, le vittime filippine certificate sono 837. La categoria di persone più affetta dal virus è costituta dagli over 60 (circa 68%). Secondo il Dipartimento della Salute filippino, l’89% dei casi mostra sintomi lievi o nulli. Questa appare come una notizia positiva, dal momento che anche il tasso di mortalità rimane abbastanza basso. La comunità scientifica sta studiando la motivazione dietro questo fenomeno. Alcuni affermano che sia dovuto al clima, altri dicono che il picco dei contagi debba ancora arrivare e altri ancora dichiarano che molto casi sono stati nascosti e che in realtà la mortalità è molto più alta di quella che appare dalle statistiche. Qualunque sia la realtà dei fatti, dato certo è che il virus si sta espandendo in tutto il paese e ciò non può essere sottovalutato. Le aree più colpite sono le aree altamente urbanizzate di Manila, Cebu e Davao.

Ora che il Presidente Duterte ha esteso il coprifuoco fino a fine mese, la comunità internazionale è preoccupata di un probabile livello crescente di povertà dei cittadini appartenenti alle fasce più vulnerabili della società, in particolare nelle aree metropolitano più sovraffollate, e in quelle meno controllate delle zone più remote del Paese, non dotate di adeguata assistenza medica-sanitaria. Migliaia di famiglie in tutto il Paese stanno soffrendo la fame, ora che il coprifuoco impedisce loro di lavorare. Poche persone indossano le mascherine protettive. Le trovano soffocanti, nel caldo della città e di certo preferiscono spendere i soldi per acquistare cibo e sopravvivere. Anche il concetto di distanziamento sociale è difficile da applicare, dato che la maggior parte vive ammassata in spazi minuscoli.

I cittadini che vivono in condizioni di povertà nelle baraccopoli e nelle campagne più remote stanno sopravvivendo grazie all’aiuto di numerose organizzazioni locali e internazionali, che forniscono loro cibo e altri beni di prima necessità. Anche Kito Onlus ha temporaneamente sospeso i lavori nei cantieri e ha adattato la propria attività all’emergenza del momento. La nostra field manager Anna Orlando sta distribuendo cibo e mascherine protettive a centinaia di famiglie che sonno bloccate a causa del lockdown. La risposta da parte della popolazione locale è stata molto positiva e quindi è in programma di estendere ed ampliare gli aiuti nelle prossime settimane, con la speranza di una riapertura parziale imminente.

Una beneficiaria di Kito Onlus presso l’isola di Mindoro ha appena ricevuto una mascherina e una razione di cibo.

Tag:, , , , , , Last modified: 19/05/2020