KitoOnlus Blog

Simulazioni di terremoti

“Drop, Cover, Hold on!” sono parole che i Filippini sono abituati a sentire. Le simulazioni di situazioni d’emergenza, come i terremoti, sono qualcosa che ovviamente conosciamo anche in Italia, grazie a quelle fatte a scuola, per esempio. Ma pur comprendendo l’importanza di una simile attività, molte volte queste simulazioni non sono altro che occasioni per saltare un compito in classe e per ridere con i compagni di un’eventualità tragica che si crede non capiterà mai.
Nelle Filippine, che si trovano nella cosiddetta Cintura di fuoco del Pacifico, la situazione è diversa.  Con una media di 30 terremoti l’anno, lì l’attività sismica può dirsi praticamente incessante. Le simulazioni di terremoto svolgono quindi un ruolo fondamentale nel preparare all’inevitabile.
Il 21 Aprile 2016 Kito Onlus ha partecipato al National Simultaneous Earthquake drill, tramite la Field Assistant Abby nel ruolo di osservatore esterno. Si è trattato di una simulazione di terremoto a livello nazionale organizzata dalle autorità governative. La procedura messa in atto comprende diverse fasi: allarme, risposta, evacuazione, ritrovo, conteggio, valutazione. Una volta in funzione l’allarme, le manovre essenziali sono “drop, cover and hold on”: mettiti a terra, proteggi testa e collo cercando una protezione e resisti fino a che non è tutto finito.  Quando la sirena smette di suonare si conta fino a 10 e poi si può evacuare l’area. Gli addetti alla manutenzione sono gli ultimi a lasciare l’edificio: il loro compito è di controllare che nessuno sia rimasto indietro e sono sempre loro i responsabili per il conteggio teste. Infine, i responsabili per la valutazione della simulazione svolgono la necessaria attività di verificare l’esistenza di eventuali punti da migliorare.
Abby riassume così l’importanza di tali simulazioni: “Sappiamo tutti che non ci sono segnali di pericolo prima di un terremoto. Quindi bisogna sempre essere preparati”.

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