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La Giornata Internazionale dei Peacekeeper delle Nazioni Unite

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Un cucchiaino di storia

Il 29 maggio 1948 la prima missione di peacekeeping dell’ONU denominata ” United Nations Truce Supervision Organization”, o UNTSO, ha iniziato le operazioni in Palestina per monitorare e mantenere il cessate il fuoco, che ha segnato la fine delle ostilità nel conflitto arabo-israeliano.

Per questo motivo, nel 2002, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha definito il 29 maggio come Giornata internazionale dei Peacekeepers delle Nazioni Unite, per rendere omaggio a militari, forze di polizia e personale civile impegnati nel mantenimento della pace e onorare coloro che hanno perso la vita servendo sotto la bandiera delle Nazioni Unite.

Cosa c’è in un nome?

Ciò che chiamiamo rosa anche con un altro nome conserva sempre il suo profumo” (W. Shakespeare)

Come ci ha insegnato Shakespeare, il nome di un oggetto non influenza né il suo significato né la sua essenza, ma ai tempi del poeta le Nazioni Unite non erano ancora state fondate! Solo dal nome dei peacekeeper (in italiano, coloro che mantengono la pace) si può capire la loro missione principale: il mantenimento della pace e della sicurezza! Sono uomini e donne, come te e me, che hanno investito la loro vita per creare le condizioni per una pace duratura.

Sotto l’elmetto

** FILE ** In this Friday, March 14, 2008 file photo released by Albany Associates, a Nigerian soldier with the United Nations-African Union Mission in Darfur (UNAMID) stands guard at a checkpoint to the Mission's Western Sector headquarters, on the outskirts of the state capital of West Darfur, El Geneina, Sudan. Security was hiked around many embassies in Sudan, and some diplomats and aid workers stayed home amid fears of retaliation after the International Criminal Court issued an arrest warrant Wednesday, March 4, 2009 for Sudanese President Omar al-Bashir on charges of war crimes and crimes against humanity in Darfur. (AP Photo/Albany Associates, Stuart Price, File) ** EDITORIAL USE ONLY, NO SALES **

Oggi i caschi blu o i berretti blu sono 113.000 militari, poliziotti e personale civile impegnati in 16 operazioni di peacekeeping in quattro continenti. Sotto quegli elmetti blu c’è professionalità, dedizione, coraggio e forte impegno mirato a proteggere le popolazioni dalle minacce e favorire un ambiente sicuro. Ma queste virtù non sono sempre sufficienti, più di 3.500 peacekeepers hanno perso la loro vita sotto la bandiera delle Nazioni Unite dal 1948, tra cui 117 l’anno scorso.

È per i peacekeepers delle Nazioni Unite,

per le vittime della guerra e delle violazioni dei diritti umani,

e per coloro che vivono in un ambiente pacifico e democratico che non vogliono perdere,

che dobbiamo ricordare che tutti gli sforzi compiuti nel tempo dalle missioni di peacekeeping sono investimenti fondamentali per costruire una pace duratura e che la bandiera delle Nazioni Unite è molto più di un simbolo. Le Nazioni Unite sono state fondate sulla base di principi importanti a livello globale, come la cooperazione internazionale, la non violenza, l’uguaglianza e l’autodeterminazione dei popoli.