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Giornata internazionale in supporto alle vittime di tortura

Oggi, 26 giugno, è la Giornata Internazionale di supporto alle Vittime di Tortura, istituita dalle Nazioni Unite nel 1997; un’occasione per ribadire la condanna verso il crimine di tortura, commemorarne le vittime, mostrare supporto ai sopravvissuti e, in generale, per dare risalto alla Convenzione Onu contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti, entrata in vigore proprio il 26 giugno del 1987.

Anche se sono trascorsi quasi 30 anni da allora e sebbene la tortura sia proibita dal diritto internazionale consuetudinario – vincolante anche per i membri della comunità internazionale che non hanno firmato trattati in cui la tortura è espressamente proibita – questa pratica è ancora diffusa in molti Paesi.

Nelle Filippine il tema è particolarmente pressante e attuale. Nel 2014 Amnesty International pubblica il report “Above the law: police torture in the Philippines”, documentando come la tortura e altri trattamenti inumani e degradanti perpetrati dalle forze di polizia siano nelle Filippine azioni ampiamente soggette ad impunità, nonostante il Paese abbia ratificato strumenti internazionali quali la Convenzione contro la tortura e relativo Protocollo Opzionale e a livello nazionale la tortura sia proibita dalla Costituzione del 1987 e riconosciuta come crimine specifico dall’Anti Torture Act del 2009.

Quest’anno però qualcosa è cambiato e oggi vogliamo ricordarlo: il 29 marzo 2016, la corte di Panmanga, a nord di Manila, ha emesso una sentenza contro l’ufficiale di polizia Jerick Dee Jimenez, condannandolo per tortura ai danni di Jerryme Corre (di cui potete leggere la storia qui). La prima condanna del genere nelle Filippine appare come un cambiamento di rotta per mettere finalmente fine all’impunità.

207890_Visit_to_Jerryme_Corre_)CROP© Amnesty International. In questa foto, Jerryme Corre.