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Giornata delle Nazioni Unite – L’ONU e le Filippine

Il 24 ottobre si celebra la giornata delle Nazioni Unite, per commemorare l’entrata in vigore della Carta delle Nazioni Unite – il 24 ottobre del 1945 – e la creazione ufficiale dell’ONU. Può essere interessante oggi sottolineare i punti chiave della relazione tra l’organizzazione internazionale e le Filippine.

L’interesse delle Filippine per l’ONU è ravvisabile sin dal principio: le Filippine rientrano infatti tra i 51 Paesi membri originari, firmatari della Carta delle Nazioni Unite. Inoltre, il Paese è anche tra i fondatori della coalizione G-77, l’organizzazione intergovernativa ONU fondata nel 1964 per promuovere interessi economici collettivi.

La collaborazione vera e propria tra Nazioni Unite e Filippine inizia molto presto: già alla fine degli anni ‘40 l’ONU invia aiuti e assistenza alle Filippine in modo che il Paese abbia gli strumenti di superare il difficile periodo post bellico. Un sostegno che rimane anche oggi: l’ONU provvede infatti a fornire assistenza tecnica e finanziaria al Paese, il quale vede un presenza media di 1000 figure professionali ONU che lavorano in diversi ambiti. Da parte loro, molti filippini danno nel tempo il proprio contributo all’organizzazione partecipando alle attività degli organi e agenzie delle Nazioni Unite e alle missioni di peacekeeping. Tra le personalità filippine più influenti ricordiamo Carlos P. Romulo, il primo asiatico ad essere eletto Presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1949.

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©United Nations. Carlos Romulo firma la Carta delle Nazioni Unite, 26 Giugno 1945.

 

Il rapporto tra Onu e Filippine si incrina con l’elezione dell’attuale Presidente filippino Rodrigo Duterte: nel 2016, infatti, il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon e l’agenzia ONU per il controllo delle droghe e la prevenzione del crimine (Unodc) condannano gli omicidi extragiudiziali aventi luogo nelle Filippine e sostenuti da Duterte. Inotre, il Presidente «reagisce con rabbia alla proposta di Agnes Callamard, relatore speciale delle UN, che chiede di sottoporlo al giudizio degli organismi internazionali per i suoi ripetuti inviti alle esecuzioni sommarie di trafficanti e criminali con premi ai poliziotti e la promessa dell’immunità ai cittadini giustizieri» (qui l’articolo completo). Duterte minaccia infatti di far uscire le Filippine dall’ONU (una eventualità in seguito negata dal Ministro degli Affari Esteri filippino) affermando che, «forse dovremmo semplicemente decidere di uscire dalle Nazioni Unite. Se continuate a essere così scortesi, potremmo semplicemente andarcene. Fateci uscire dall’organizzazione. Non avete fatto niente. Mai. A parte criticare». L’ONU un organismo inutile quindi? Parrebbe piuttosto il contrario. Come spiegato in questo articolo la disputa tra Nazioni Unite e Duterte mette più che altro in luce l’evoluzione dell’ONU come organizzazione, dal momento che evidenzia come «il segretario generale ha ormai il diritto di criticare uno stato membro anche quando questo uccide i suoi cittadini. Non è per questo che l’Onu era stata concepita. All’epoca della sua creazione nel 1945, quando la seconda guerra mondiale stava terminando, il suo obiettivo principale era quello di evitare altri conflitti simili». I recenti rapporti tra ONU e Filippine indicano perciò che «le Nazioni Unite non hanno il destino segnato, anzi stanno lavorando meglio di quanto si voglia riconoscere». E quindi, buona giornata delle Nazioni Unite!

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