KitoOnlus Blog

Il 2017 di Kito Onlus: raccolta fondi e allocazione delle risorse

L’Annual Report di Kito Onlus 2017 è pubblicato a questo link, mentre per leggere un riassunto delle attività svolte nel corso dell’anno basta cliccare qui!

Con questo articolo vogliamo brevemente portare l’attenzione al modo in cui sono stati raccolti i fondi e allocate le risorse dell’organizzazione del corso dell’anno, in modo da poter trarre una prima valutazione del nostro operato.

Nel 2017 sono stati raccolti 30.812 €: la maggior parte dei contributi deriva da enti pubblici, mentre il 28% rappresenta il contributo di coloro che hanno supportato Kito Onlus tramite il crowdfunding, la partecipazione ad eventi, il 5×1000 o donazioni private. Questi dati rappresentano per noi una prova che il lavoro dell’organizzazione viene ritenuto affidabile e meritevole di essere supportato e siamo riconoscenti dell’aiuto e della fiducia che vengono riposti nella nostra organizzazione!

Quest’anno siamo anche particolarmente orgogliosi dell’efficienza con cui sono state allocate le risorse.

risorse 2017

Il grafico riportato qui sopra indica che nel 2017 l’87% dei fondi è stato investito in progetti sul campo: la Kito Health Unit a San Fernando e il Centro Medico a San Francisco hanno così potuto portare avanti i propri programmi di assistenza sanitaria e i lavori di ricostruzione alla scuola elementare di Banilad sono continuati con successo. L’alta percentuale di contributi, in crescita rispetto a quella del 2016 (80%), dati al sostegno di queste attività, indica che l’impegno di Kito Onlus è pienamente rivolto al sostegno e al benessere dei 24.000 beneficiari diretti dei suoi progetti.  Un impegno che Kito Onlus è intenzionata a mantenere anche nei prossimi anni, favorendo lo sviluppo di nuovi programmi di prevenzione e risposta all’emergenza.

Annual Report 2017 – Kito Onlus’ activities

As those who have been following us during the latest year may already know, 2017 was a year rich of activities for Kito Onlus, and you can read all about it in our Annual Report 2017, available here!

From the report emerged that the work done by Kito Onlus was really satisfying.

The Kito-Health Unit in San Fernando la Union continued to carry on its prevention programmes with the help of the Barangay Volunteer Workers and the Municipality and in 2017 it offered support to 2,286 patients. In 2018 the Kito HUT will be operative in another Barangay, still in San Fernando, with the aim to help a community more needy of sanitary assistance. Given the great results reached by the unit during the years, there is no doubt that the presence of the Kito HUT will consistently improve the life conditions of its new patients!

At the beginning of the year Paola Vecchiato, Kito Onlus’ President, went on a mission in San Francisco in the Camotes Islands and on February 7 the Kito Health Center was inaugurated and officially donated to the Municipality. Thanks to the Open Hospital software, realized by Informatics Without Borders and installed on the computer of the center, it was possible to monitor the activities of the structure. Moreover, in line with the objectives of the project, the software was also able to simplify the daily duties of the medical staff, by registering patients, pharmaceuticals and medical treatments.

Finally, the reconstruction of the Banilad elementary school made many progresses! The contribution we received by the OPM Waldensian Church was essential to permit us to re-open the construction site and thanks to the collaboration with Architects Without Borders we could benefit from the help of volunteer Anna Orlando, present in Banilad for the last months of 2017 in order to supervise and manage the construction works.
By the end of October Anna was temporary reached by Paola Vecchiato and in this occasion a construction training for the volunteers workers of the construction site was organized.

IMG-20171102-WA0000

There were also some activities realized in Padova! Three Aperikito Plus, a photo exhibition, a Christmas dinner…they were all events aimed to promote Kito Onlus’ work, to collect funds, to create and keep a wider network of donors and supporters, which is what permits Kito Onlus to keep on working efficiently.

18486111_1394037094021264_5510659729888203553_n

Part of the funds collected in 2017 is devoted to our new project in Caldarola (read about it here) that is going to start in 2018…what else to say then, this year as well will see other interesting projects on their way, so stay tuned!

Annual Report 2017 – tutte le attività di Kito Onlus!

Come saprà chi ci ha seguito nel corso dell’ultimo anno, il 2017 di Kito Onlus è stato un anno ricco di attività, che abbiamo riportato nel Report Annuale disponibile a questo link!

Dal report è emerso che il lavoro svolto da Kito Onlus nel 2017 è stato più che soddisfacente.

La Kito-Health Unit, presente a San Fernando la Union, ha continuato a portare avanti programmi di prevenzione con il sostegno dei Barangay Volunteer Workers e della Municipalità e quest’anno ha offerto assistenza a 2.286 pazienti. Nel 2018 la Kito HUT sarà operativa in un nuovo Barangay, sempre a San Fernando, per aiutare una comunità più bisognosa di assistenza sanitaria. Visti i buoni risultati raggiunti dall’unità nel corso degli ultimi anni, non dubitiamo che la presenza della Kito HUT potrà decisamente migliorare le condizioni di vita dei suoi nuovi pazienti!

A inizio anno Paola Vecchiato, Presidente di Kito Onlus, è volata in missione a San Francisco nelle Isole Camotes e il 7 Febbraio il Kito Health Center, costruito nel corso del 2016, è stato inaugurato e consegnato ufficialmente alla Municipalità. Grazie al software Open Hospital, realizzato da Informatici Senza Frontiere Onlus e installato nel computer del centro, è stato possibile monitorare a distanza le attività portate avanti all’interno della struttura. Non solo, in linea con gli obiettivi del progetto, il software è stato anche in grado di facilitare le mansioni quotidiane del personale medico, che può ora avvalersi di un registro dei pazienti, dei farmaci e dei trattamenti effettuati.

Infine, la ricostruzione della scuola elementare di Banilad ha fatto notevoli progressi! Il contributo ricevuto dalla OPM Chiesa Valdese è stato essenziale per permetterci di riaprire il cantiere e grazie alla partnership con Architetti Senza Frontiere abbiamo potuto beneficiare dell’aiuto della volontaria Anna Orlando, presente a Banilad da ottobre 2017 al fine di supervisionare e gestire i lavori di ricostruzione. A fine ottobre Anna era stata raggiunta temporaneamente da Paola Vecchiato e in questa occasione è stato organizzato un training di costruzione per i lavoratori volontari al cantiere.

IMG-20171102-WA0000

Anche a Padova, dove Kito Onlus ha sede, non sono mancate le attività! Tre Aperikito Plus, una mostra fotografica e una cena di Natale di solidarietà sono stati gli eventi che nel 2017 hanno promosso il lavoro di Kito, contribuito alla raccolta fondi e favorito l’ampliamento e il mantenimento di quel network di donatori e sostenitori che permette a Kito Onlus di continuare a svolgere con efficienza il proprio lavoro.

18486111_1394037094021264_5510659729888203553_n

Parte dei fondi raccolti nel 2017 servirà a sostenere un progetto di costruzione a Caldarola, in provincia di Macerata (di cui potete leggere qui), che sarà avviato a partire dal 2018…che dire quindi, anche quest’anno sono in cantiere progetti interessanti per cui speriamo varrà la pena di continuare a seguirci!

RECONSTRUCTION WITHIN THE ANTIFRAGILITY. Contribution of our Field Assistant Anna Orlando

The reconstruction of the Banilad elementary school starts in 2016, when the ruins of the affected structure are demolished and the foundations and the rebars of the columns are positioned. With the beginning of October 2017 Kito Onlus opens the construction site again and I, Anna Orlando, Architect and building Engineer, am called to work in this project as volunteer and member of Architects Without Boundaries. At my arrival  in the Philippines, I find that the vegetation has wildly taken over the site and the exposed rebars attacked by salt. I feel the loss of hope of people that live every day the village, the community, the school: while Kito Onlus works under papers and faces complicate bureaucratic procedures worthy of any acrobat, the mothers of the village bring their kids to school passing by the same unchanged scenario. It is necessary to explain to the community our efforts from the other part of the world in order to help them, to rekindle the enthusiasm in the community and the energy sufficient to start all over again. Let us open, let us start!

ph_2017_anna orlando (5)

Anna and the kids of the Banilad school

What do you need to ‘make’ a building site? You need material, workers and means, but you also need a lot of patience and, especially in developing Countries, you need the consciousness of the impossibility to follow a precise time line, a precise organization. A lot of times you find yourself in complicate situations, that seem impossible to solve and you wonder how this can be, since you have programmed everything in detail so well. In such cases all you can do it giving it time. You sit down and wait that everything that you organized find its time to exist, happen and materialize. Because everything arrives sooner or later, and everything at once, the materials you ordered, the camion of sand donated by the Mayor, the coconut wood, nails, cement. In the meantime I go to the classrooms “Hi, I am an Architect, I come from Italy, tell your parents to come and help”. And it so wonderful when they actually arrive, and work and laugh. The volunteers are so many that it’s moving. And they are shy at first, but then they keep on coming back. You tell them that if you work all together the school will grow faster. And while you are working with all of them you understand that you are not only building a school, but also relations and contents.

I had the opportunity to enter in contact with a lot of people during the building site, all lumped togetherby a constant support. One of these people tells me: “Kito Onlus came all over from Italy to help us, the minimum we can do is to help you, as far as we can”.Thanks to this boost the school has continued to grow till now, both during my presence in October and November and during my absence in December, despite Christmas vacation and the resteless rain that fell like glass plates. Back here in January I found againroutine,family,friends and a population able, with a incredible naturalness and unawareness, to get through catastrophes. Here in the Philippines they talk a lot about resilience. Maybe the Filipino population more than being resilient, is antifragile: « The antifrigile under the stress it transforms and increases its capacity to respond to the events. the resilient merely withstand a shock but the antifragile actually improves because of it». (Antifragile: How to Live in a World We Don’t Understand, Nassim Nicholas Taleb, 2012)

-Anna Orlando, Architect and Building Engineer, Kito Onlus Field Assistant

ph_2017_anna orlando (44)

Anna and the Mayor of Pinamalayan Aristeo Baldos Jr.
IMG-20171102-WA0001 Anna and Paola Vecchiato, Kito Onlus’ President

RICOSTRUIRE NELL’ANTIFRAGILITÀ. Contributo della nostra Field Assistant Anna Orlando

La ricostruzione della scuola elementare di Banilad inizia nel 2016,quando vengono demoliti i resti della vecchia struttura e posate le fondazioni e i ferri di armatura delle colonne. Con l’inizio di ottobre 2017 Kito Onlus riapre il cantiere ed io, Anna Orlando, architetto e ingegnere, vengo incaricata a lavorare a questo progetto come volontaria e membro di Architetti Senza Frontiere. Al mio arrivo trovo la vegetazione che si è impossessata selvaggiamente del sito e i ferri esposti attaccati dalla salsedine. Sento la perdita di speranza da parte delle persone che vivono tutti i giorni il villaggio, la comunità, la scuola: mentre Kito Onlus lavora dietro a delle carte e affronta delle complicate procedure burocratiche degne di qualsiasi acrobata, le madri del villaggio accompagnano i figli a scuola passando sempre davanti allo stesso immutato scenario. E’ necessario spiegare alla comunità i nostri sforzi dall’altra parte del mondo per aiutarli, far rinascere l’entusiasmo e l’energia sufficiente per far ripartire il tutto. Riapriamo dunque, ripartiamo!

ph_2017_anna orlando (5) Anna e i bambini della scuola di Banilad

Cosa serve per ‘fare’ un cantiere? Ci vuole il materiale, i lavoratori, i mezzi, ma anche tanta pazienza e, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, la consapevolezza dell’impossibilità di seguire una linea temporale precisa, una precisa organizzazione. Moltissime volte ti trovi in situazioni complicate che sembrano impossibili da risolvere nonostante tutto fosse programmato nel minimo dettaglio. In questi casi bisogna saper dare tempo al tempo. Ti siedi e aspetti che tutto quello che hai organizzato trovi il suo tempo di esistere, di accadere e materializzarsi. Perché poi tutto arriva, e tutto in una volta, i materiali che hai ordinato, il camion di sabbia donata dal sindaco, il cocco tagliato, i chiodi, il cemento. Intanto vado nelle classi a presentarmi, “Hi! I am an Architect, I come from Italy, dite ai vostri genitori di venire ad aiutarci a costruire la vostra futura scuola”. E che meraviglia quando poi i genitori arrivano davvero, e lavorano e ridono, le pale, la sabbia, i vecchi sacchi di cemento per trasportarla. I volontari sono così tanti che ti commuovono. E sono timidi, all’inizio, ma continuano a tornare. Spieghi loro che se lavoriamo tutti insieme la scuola crescerà più in fretta. E mentre lavori con tutti loro capisci che non stai solo costruendo una scuola, ma relazioni e contenuti.

Ho avuto la fortuna di entrare in contatto con molte persone durante il percorso di cantiere, tutte accomunate da un supporto costante. Una di queste mi dice: “Kito Onlus è venuta fin dall’Italia per aiutare il nostro popolo, il minimo che possiamo fare è aiutare voi, come possiamo”.Grazie a questa spinta la scuola ha continuato a crescere fino ad oggi, nel corso della mia presenza ad ottobre e a novembre e durante la mia assenza a dicembre, nonostante le feste di Natale e nonostante la pioggia incessante che cadeva come lastre di vetro. Tornata qui a gennaio ho ritrovato routine, famiglia, amici ed un popolo capace, con una naturalezza stupefacente e in gran parte inconsapevole, di superare le catastrofi. Qui si parla spessissimo di resilienza.Forse, il popolo filippino, più che essere resiliente, è antifragile: «L’antifragile sotto stress si trasforma e accresce la sua capacità di rispondere agli eventi. Il resiliente resiste agli shock e rimane lo stesso: l’antifragile migliora grazie a quello.» (Antifragile. Prosperare nel disordine, Nassim Nicholas Taleb, 2012)

-Anna Orlando, Architetto e Ingegnere Edile, Kito Onlus Field Assistant

ph_2017_anna orlando (44)

Anna e il sindaco di Pinamalayan Aristeo Baldos Jr.

IMG-20171102-WA0001

Anna e Paola Vecchiato, Presidente di Kito Onlus.
Pagina 4 di 27« Prima...23456...1020...Ultima »