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El Niño: di cosa si tratta?

Tutti lo conoscono come El Niño, e ci si aspettava arrivasse nel 2014. Ciononostante, i primi segni del suo arrivo furono annunciati solamente nel Marzo 2015. È importante spiegare che il suo nome è associato a quello spagnolo del bambino Gesù, poichè il fenomeno ha inizio solitamente nel periodo di Natale, e fu  scoperto inizialmente da alcuni pescatori lungo le coste del Sud America, che notarono una temperatura dell’acqua più elevata del solito. Infatti, El Niño è un fenomeno climatico legato al riscaldamento dell’Oceano Pacifico che si presenta periodicamente tra i due ed i sette anni, durando generalmente dai 9 ai 12 mesi. Solitamente interessa le coste pacifiche americane e quelle del sud-est asiatico, ma i suoi effetti sono in grado di raggiungere anche l’Africa (clicca qui per sapere come funziona!).

Ciò che dovremmo chiederci è quindi: perchè El Niño è considerato essere così importante? Anche se è molto comune sentirne parlare, capire quali siano effettivamente le sue conseguenze può apparire più complicato. Purtroppo la sua reputazione non è delle migliori, potendo questo causare carestie, siccità, inondazioni e l’emergere di cicloni. Tra il 1997 ed il 1998, quando fu registrato uno dei più forti casi di El Niño, le ripercussioni furono disastrose. Per esempio, secondo PEGASA, la siccità colpì il 68% delle Filippine, portando ad una diminuzione nelle produzioni di riso e mais rispettivamente del 27 e del 44%. Inoltre, vi fu una diffusa carenza d’acqua, ed incendi distrussero 9,400 ettari di foreste.

Quest’anno, ci si aspetta che il fenomeno sarà uno dei più gravi nella storia. Ad accentuarlo, infatti, saranno i cambiamenti climatici che ne aumenteranno l’impatto. Siccità ed inondazioni potrebbero essere più intense, portando i paesi interessati a dover fare i conti con serie perdite nel settore agricolo e della pesca. Ciò sarebbe particolarmente rischioso per le comunità che vivono di queste attività, come quelle filippine.

L’altra faccia della medaglia è, indubbiamente, la preoccupante eventualità che si formino tifoni, cicloni ed uragani nel Pacifico, come successe nel caso dell’uragano Patricia che colpì prevalentemente l’America Centrale.

Per concludere, El Niño è un fenomeno climatico che è sempre esistito, ma che sta peggiorando a causa del cambiamento climatico. È questo che lo rende un argomento da trattare a livello internazionale, come ci auguriamo succeda in occasione della COP21, la Conferenza sul Cambiamento Climatico di Parigi, che inizierà il 30 novembre.