KitoOnlus Blog

Il tifone Nona

Il suo nome è Melor, ma è comunemente conosciuto come Nona nelle Filippine: è l’ultimo tifone che sta colpendo l’arcipelago asiatico dal 14 dicembre. Nonostante novembre e dicembre siano parte della stagione secca,non è la prima volta che negli ultime anni le Filippine sono colpite da un tifone in questo periodo dell’anno. Come non pensare, quindi, che questo sia un effetto del cambiamento climatico?

Così, essendo sempre potenzialmente ed imprevedibilmente in pericolo, le Filippine stanno migliorando con successo il loro sistema di disaster management, in modo da poter agire velocemente ed efficientemente durante le operazioni di evacuazione e salvataggio (leggi questo articolo).

Anche stavolta la zona più colpita dal tifone è stata quella di Samar Nord. Infatti, finora sono state evacuate circa 724,839 persone, ma il numero di vittime è ancora incerto. Ciò che è sicuro, invece, è che le vite degli abitanti delle Filippine sono costantemente in pericolo.

Typhoon Melor (Nona)

 

La seconda missione 2015

Il Presidente di Kito Onlus è da poco tornata dalle Filippine, dove ha svolto la seconda missione dell’anno. Durante la sua permanenza nell’arcipelago asiatico, ha partecipato ad un incontro con ICLEI a Manila, un importante partner della nostra associazione, con cui si è discusso delle interessanti prospettive per rinnovare la collaborazione.

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Sono state visitate inoltre Cebu e San Francisco-Isole Camote. Proprio in quest’ultimo luogo è stata infatti organizzata una cerimonia di benvenuto (guarda qui) per la nostra Presidente, e sarà anche la sede del nuovo Health Center che si è deciso di costruire grazie ai fondi donati da Chiesa Valdese. Il centro verrà situato in un territorio di 8.400mq che è stato predisposto dal Barangay Esperanza per la ri-collocazione degli abitanti di Tulang Diot.

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Kito Onlus è pronta ed emozionata per l’inizio di questa nuova avventura!

Giornata Mondiale per i Diritti Umani

Oggi, 10 dicembre, è la Giornata Mondiale per i Diritti Umani, come fu deciso nel 1948 in onore dell’adozione e proclamazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Infatti, questa è stata la prima dichiarazione globale sui diritti umani, che statuisce all’articolo 1:

“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.”

I diritti della Dichiarazione Universale sono rappresentati come “standard comuni da conquistare per tutte le persone ed in tutte le nazioni”, con l’obiettivo di vedere i diritti minimi soddisfatti in tutto il mondo.

Ciononostante, i diritti umani sono ancora violati diffusamente: ogni giorno possiamo vedere famiglie scappare dagli orrori della guerra che sono stati perpetuati per anni; migranti sbarcare sulle spiagge europee senza trovare aiuto dalle nostre comunità; intere popolazioni soffrire la fame e villaggi essere spazzati via da tifoni, alluvioni o tsunami come conseguenza del cambiamento climatico.

In quest’occasione è doveroso riflettere su come agire per promuovere la tutela dei diritti umani, in quanto tutti noi possiamo fare la differenza. È con questo scopo che Kito Onlus decide di agire giorno dopo giorno, e che è pronta ad impegnarsi sempre di più.

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Una nuova donazione a San Francisco-Isole Camotes

La seconda missione del 2015 è appena iniziata! Il Presidente di Kito Onlus, Paola Vecchiato, è atterrata da soli pochi giorni nelle Filippine e, dopo aver partecipato ad incontri importanti con ICLEI ed i beneficiari dei nostri progetti, è stata piacevolmente accolta con una festa di benvenuto dalla municipalità di San Francisco – Isole Camotes.

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Infatti, uno degli obiettivi principali di questa missione è stato la donazione al Barangay Esperanza-SFCI del necessario per fare un training di “Igiene, Salute e Prevenzione” a cui parteciperanno 100 beneficiari, e di 100 nuovi kit igienici che saranno consegnati alla fine del training. Stavolta, i kit conterranno:

  • Saponetta
  • Spazzolini da denti
  • Dentifricio
  • Kit di primo soccorso
  • Asciugamano da viso
  • Torcia
  • Fischietto per SOS

La donazione è stata ricevuta con gioia, e l’evento allegramente celebrato.

 

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Paris en marche

La COP21 è iniziata il 30 novembre a Parigi. Nel frattempo la Francia, essendo sotto lo “stato di emergenza” in seguito agli attacchi terroristici avvenuti il giorno 13 dello stesso mese, non consente ai cittadini di manifestare ed assemblarsi in luoghi pubblici. Per questo, nonostante la limitazione delle libertà in vigore, diverse iniziative sono state intraprese per dimostrare l’importanza di questo incontro. Infatti, mentre sono moltissime le manifestazioni che hanno avuto luogo nelle più importanti capitali di tutto il mondo, migliaia di scarpe sono state disposte a Parigi, in Piazza della Repubblica, per simbolizzare il corteo che non ha potuto sfilare per le strade della città per motivi di sicurezza.

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La marcia delle scarpe. Parigi.

Intanto lo street artist JR è riuscito a dare un volto ai manifestanti proiettando il suo video “The Standing March” sulla facciata dell’Assemble Nationale domenica e lunedì sera. L’opera d’arte, realizzata in collaborazione con il film-maker Darren Aronofsky, punta a “ricordare ai leader che il mondo li sta osservando mentre si incontrano per negoziare un trattato che punti a mantenere il riscaldamento globale emtro i 2°C.” (libera traduzione dell’autore)

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The Standing March. Parigi.

Una vera marcia ha invece attraversato l’Europa da Roma a Parigi sotto la guida di Yeb Sano, il leader della delegazione filippina alla COP19 che impressionò il mondo con il suo discorso (leggi qui). Come abbiamo visto nel nostro articolo precedente (clicca qui), ha infatti assemblato un gruppo internazionale di ambientalisti per raggiungere la capitale francese a piedi ed attrarre quindi più interesse e consapevolezza sul tema.

In conclusione, mentre i leader mondiali stanno presentando le loro diverse linee politiche per affrontare il cambiamento climatico e la sfida ambientale, la creatività ha preso piede come strumento per diffondere consapevolezza e far sentire la voce di tutti noi.

 

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