KitoOnlus Blog

PROGRAM ASSISTANT

 

Aperta posizione per stage non retribuito all’interno di una ONG internazionale in rapida espansione.

Il posizione di lavoro è presso la nostra sede centrale di Padova e prevede la gestione della raccolta fondi per l’organizzazione.

 

Attività principali:

  • Monitoraggio e valutazione progetti
  • Supporto all’amministrazione nella scrittura di grant proposal
  • Gestione delle iniziative di crowd-funding
  • Supporto nella produzione di documentazione interna/esterna
  • Ricerca fonti di finanziamento alternative
  • Altre mansioni come da necessità.

 

Requisiti essenziali:

  • Laurea triennale in Comunicazione, Scienze Sociali, Scienze Politiche, Development Studies (anche in fase di conseguimento)
  • Madrelingua o livello equivalente in italiano
  • Fluente in inglese scritto e orale (livello C1)
  • Dimestichezza con il pacchetto MS Office e Internet (WordPress, Social Network, applicazioni Google)
  • Capacità di lavorare in team e ottime doti comunicative e relazionali
  • Condivisione dei valori promossi da Kito Onlus.

 

Costituiranno titolo preferenziale:

  • Laurea magistrale in ambito correlato
  • Ulteriori competenze linguistiche
  • Esperienza precedente nell’ambito del fundraising e/o delle ONG.

 

La posizione è ideale per studenti recentemente laureati o iscritti a corsi di laurea triennali o magistrali in cerca di una prima esperienza nell’ambito della cooperazione, dello sviluppo, dei diritti umani e di gestione delle emergenze L’incaricato lavorerà in team, part-time, sotto la supervisione del Project Coordinator e la guida della Presidente di Kito Onlus.

Lo stage non è retribuito ma riconosciuto ai fini dei crediti curriculari universitari. Sulla base della performance e della disponibilità di fondi, c’è la possibilità di unirsi a una missione sul campo.

Le candidature verranno valutate periodicamente.

Per candidarsi inviare CV (massimo una pagina) e una lettera di presentazione , in italiano e in inglese, a communication@kitoonlus.org, con oggetto:  “PROGRAM ASSISTANT”.

 

 

 

 

 

 

25 Novembre: Giornata internazionale contro la violenza sulle Donne

Gap di retribuzione, minori opportunità in posti di leadership ed in politica, ingiustizie sociali subite per portare avanti il ruolo di madre, la Violenza contro le Donne è solo una delle facce della discriminazione a cui il genere femminile è soggetta a livello globale.

Certo è la forma più esplicita e cruda di un problema endemico nelle società di tutto il mondo, che le Nazioni Unite decidono di ricordare ogni anno il 25 Novembre nella giornata Internazionale per l’eliminazione della Violenza contro le Donne.

1 donna ogni 3 nel mondo ha subito violenze durante la propria vita e la metà degli omicidi a donne, sono stati commessi da persone all’interno della sfera familiare o di intimità della vittima.

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Ad oggi molti Stati nel mondo si rifiutano ancora di offrire protezione alla Donna anche all’interno del Matrimonio, dando gli strumenti di difesa legale nel caso che la violenza occorra tra le mura di casa.

Infatti, sono meno di 60 gli Stati che hanno passato legislazioni per la condanna della violenza sessuale da parte del coniuge, ancora meno alta è l’attenzione per quanto riguarda alla Violenze di tipo psicologico o economico, spesso alla base di conflitti inter familiari che sfociano in episodi di violenza.

Kito Onlus si impegna, attraverso i propri progetti e training, a responsabilizzare e dare competenze pratiche soprattutto alle fasce deboli delle popolazioni locali nelle Filippine, in modo da offrire strumenti di emancipazione economica e sociale alle Donne nelle comunità di beneficiari.

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Banilad School: inizia la Ricostruzione!

Nella conta dei danni a seguito del passaggio del Tifone Nona, nel Dicembre 2015, dalle Filippine centrali ed in particolare dall’isola di Mindoro rientra anche una scuola primaria del comune di Pinamalayan, che era stata parzialmente distrutta dalle frane e dissestamenti immediatamente successivi al passaggio di Nona.

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Kito Onlus ha voluto impegnarsi in quel momento di difficoltà a trovare i fondi necessari per fare partire il progetto di ricostruzione della scuola che permetterebbe a 275 bambini di tornare ad avere un tetto stabile sopra la testa durante le lezioni, che da mesi si stanno in parte tenendo all’aperto o in ripari provvisori.


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Siamo contenti di annunciare che il progetto di ricostruzione sta finalmente entrando nella sua fase operativa anche grazie alla collaborazione tra Kito Onlus e ASF – Architetti Senza Frontiere Veneto Onlus. Infatti proprio la scorsa settimana, Stefania, architetto volontario di ASF, è partita per le Filippine per curare di persona il cantiere che porterà nel prossimo periodo alla ricostruzione della Scuola.

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Il progetto si prefigge di completare la ricostruzione delle 3 aule demolite ed è stato programmato insieme all’Associazione dei genitori degli studenti della Scuola, che lavoreranno insieme a noi al cantiere per riportare ai loro bambini un luogo sicuro ed accessibile dove usufruire dell’educazione primaria. In questo senso vengono rispettati l’impegno di solidarietà sociale e la possibilità di interiorizzazione del progetto da parte della comunità locale, principi cardine dell’azione di Kito Onlus.

Vi terremo aggiornati sull’andamento dei lavori alla Banilad School sul nostro Blog e sui Social Network, segui Kito Onlus per tutte le novità!

Febbre Dengue, l’importanza della Prevenzione.

Con l’avvento della stagione delle piogge nelle Filippine, torna ad essere fondamentale l’attenzione rispetto alla prevenzione della Febbre Dengue, malattia trasmessa da una particolare specie di zanzara, denominata Aedes, particolarmente diffusa nelle zone tropicali di Asia e Africa.

Nelle Filippine il problema è enormemente diffuso, avendo registrato solo nel 2015 circa 200.000 casi in tutto l’Arcipelago. La Dengue è una febbre estremamente pericolosa, che, nei casi più gravi, può causare emorragie interne ed eventualmente la morte dei soggetti colpiti; sfortunatamente infetta principalmente bambini.

Da Aprile 2016, le Filippine sono il primo paese al mondo ad aver reso disponibile un vaccino ed aver iniziato una campagna di immunizzazione verso questa malattia.

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Il processo di implementazione del vaccino è stato monitorato ed assistito anche dalla World Health Organization che però non si è ancora espressa nel senso di raccomandare apertamente il farmaco utilizzato per l’immunizzazione.

Nonostante il vaccino presenti effetti collaterali comprovati come leggera febbre, mal di testa e dolori muscolari, gli studi dimostrano che riduca del 65.6% i sintomi della dengue, del 93.2% il verificarsi di casi gravi e del 80.8% la necessità di ricoveri ospedalieri.

Ciò dimostra la grande innovazione che l’introduzione del vaccino potrebbe avere sulla salute dei cittadini Filippini, con un riguardo particolare per i bambini. Infatti, secondo il ministro della Salute Filippino, sarebbero 1 milione il numero di bambini che necessitano di beneficiare del vaccino.

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Il comune di San Fernando – La Union sta in questi giorni intraprendendo una campagna di prevenzione della diffusione di Dengue, cercando di eliminare l’habitat naturale della zanzara Aedes disinfestando, attraverso la diffusione di insetticidi, le aree a maggiore rischio.

Anche questa azione fa parte di un più ampio progetto di promozione della salute di cui Kito Onlus è partner ormai da anni, e che insieme ai programmi contro la mal-nutrizione e per il monitoraggio delle nascite, mira ad accrescere il benessere della popolazione locale.

Il Tifone Lawin colpisce le Filippine.

In questi giorni la parte Nord dell’arcipelago delle Filippine è stata colpita da una nuova catastrofe naturale. Il Tifone, formatosi nel mezzo dell’Oceano Pacifico, conosciuto nel mondo come Haima e denominato in loco Lawin, si è diretto verso la costa cinese trovando sulla sua via Luzon, la principale isola del paese.

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La devastazione causata dal Tifone nella provincia di Cagayan.

 

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Il Tifone si è concentrato quindi sulla parte Nord-Est dell’isola, coinvolgendo soprattutto le province di Cagayan ed Isabela, ma mettendo in allerta comunque l’intera Isola di Luzon.

Per tutta la durata del giorno e della notte di Mercoledì 19 Lawin ha messo alla prova la preparazione e la resistenza della popolazione locale, atterrando per prima sulla località di Peñablanca, e poi facendosi strada verso Nord.

 

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Le autorità Filippine stavano allarmando la popolazione locale già da tempo e hanno intrapreso, tra le varie misure, la chiusura delle scuole, la sospensione dei trasporti pubblici e dei voli aerei di tutti gli aeroporti presenti sull’Isola di Luzon e si sono adoperati per adibire strutture atte alla raccolta della popolazione in pericolo nonché svariati numeri di soccorso e la mobilitazione della protezione civile locale e di numerosi gruppi di volontari.

Il kit di sopravvivenza consigliato dalle autorità del governo locale a San Fernando.

Anche nella provincia di La Union dove opera la nostra Kito Health Unit, il Tifone ha causato diversi disagi, come la sospensione dell’energia elettrica, che hanno ovviamente impedito al centro di operare negli ultimi giorni. Siamo in contatto in questo momento con i nostri collaboratori locali per capire meglio le problematiche derivanti da questa catastrofe e per assistere alla ripresa delle attività del centro medico.

Nonostante per ora non si siano accertate vittime dirette a causa del Tifone, la conta dei danni è comunque impressionante: nella provincia di Cagayan si registrano numerose frane e allagamenti che hanno colpito i maggiori centri abitati. Inoltre si è verificato lo scoperchiamento di un ingente numero di abitazioni oltre ad un generale livello di distruzione

Secondo l’ufficio Meteo PAGASA, il Tifone avrebbe comunque lasciato l’Isola di Luzon alle 17.00 di Giovedì, ora locale, permettendo alle autorità di iniziare a lavorare per normalizzare la situazione.

Nonostante il Tifone Lawin sia stato registrato come il secondo Tifone per intensità di tutto il 2016, le autorità pubbliche filippine per ora sembrano aver avuto successo nel limitare i rischi del disastro nei confronti della popolazione locale.

Lo stesso certo è difficile da dire con riguardo a costruzioni ed infrastrutture, ma è chiaro che quando confrontati con catastrofi naturali di queste dimensioni anche le regioni più sviluppate dell’arcipelago Filippino non riescono a fare fronte a tale forza distruttrice.

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