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Aspettando la giornata mondiale dei diritti umani

Il 10 dicembre sarà la giornata mondiale dei diritti umani. Spesso accade di ricordare una ricorrenza internazionale solo il giorno stesso così rischiando di perdere delle belle opportunità. È perciò con ben dieci giorni di anticipo che vi invitiamo a prepararvi, a riflettere e ad organizzarvi per partecipare alle attività o agli eventi promossi dall’ONU in occasione dell’anniversario della Dichiarazione Universale dei diritti umani (1948). Esatto, il 10 dicembre celebriamo la ricorrenza dell’adozione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del documento che, riportando le parole del professore e difensore di diritti umani Antonio Papisca, “contiene il ‘codice genetico’ di una rivoluzione giuridica, politica e culturale”, essendo alle base delle Convenzioni in materia di diritti umani che fanno parte del nuovo Diritto Internazionale. La Dichiarazione è stata tradotta in più di 500 lingue, guadagnandosi il titolo di documento più tradotto al mondo. In italiano, la dichiarazione universale può essere letta qui.

È comune pensare che i diritti umani siano quelli che riguardano gli “altri”, come persone che vivono dall’altra parte del mondo, migranti e rifugiati. Tuttavia, i diritti umani per definizione riguardano tutta la famiglia umana. Sono sempre qualcosa che ci riguarda. Quest’anno l’hashtag ufficile della giornata dei diritti umani, #StandUp4HumanRights, ci ricorda che è dovere di ogni essere umamo difendere e promuovere i diritti di tutti.

Lo staff di Kito Onlus approfitta dell’occasione per riaffermare il suo impegno nei confronti dei diritti umani. I settori di cui ci occupiamo prevalentemente sono quelli del diritto all’istruzione, ricostruendo scuole come quella di Banilad, e a standard di vita adeguati, per esempio sostenendo le comunità in cui operiamo dal punto di vista igienico-sanitario. Ma non ci fermiamo qui. C’è un nuovo progetto in cantiere che riguarda la costruzione di un centro polifunzionale a Caldarola, comune in provincia di Macerata gravemente danneggiato dal terremoto che ha colpito il Centro Italia nel 2015. Kito Onlus vuole creare un luogo in cui i giovani caldarolesi possano trovarsi per stare insieme, sentendosi al sicuro e riappropriandosi dei propri spazi. Se vuoi partecipare a questo progetto, puoi aiutarci in diversi modi: partecipando alla nostra cena di Natale di solidarietà il 6 dicembre, comprando un calendario per l’anno nuovo o semplicemente donando sul nostro sito!

Il tuo sostegno è fondamentale.

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©United Nations

 

Giornata mondiale per l’infanzia

La giornata mondiale per l’infanzia si celebra il 20 novembre, giorno in cui, nel 1959, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò la Dichiarazione dei diritti del fanciullo. Risale inoltre al 20 novembre anche il giorno in cui l’ONU adottò la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, il trattato in ambito di diritti umani ad aver ricevuto più ratifiche.

Il senso di questa giornata è quello di incoraggiare i bambini a stare insieme, riconoscendo e apprezzando le differenze che li distinguono. Si tratta anche di un’occasione per i governi di tutto il mondo di prestare particolare attenzione al benessere dei più piccoli. Secondo i dati riportati dall’Unicef attualmente 385 milioni di bambini vivono in condizioni di estrema povertà, 264 milioni di bambini e giovani non frequentano la scuola e 5,6 milioni di bambini sotto i cinque anni muoiono ogni anno, in massima parte per cause che avrebbero potuto essere evitate. A influenzare questi dati ci sono la povertà, i conflitti e i cambiamenti climatici e Kito Onlus ha a tal proposito un’esperienza diretta di come in effetti la frequenza scolastica possa essere messa a dura prova dalle condizioni ambientali o di come la malnutrizione possa essere ancora oggi un problema grave in molte parti del mondo.

Nonostante le dovute riflessioni circa le condizioni in cui vivono bambini e adolescenti, il 20 novembre si propone comunque di essere una giornata divertente, fatta dai bambini per i bambini, i quali dovrebbero assumere il comando dei social media e far sentire la propria voce. È a questo proposito che il 16 novembre alla Camera dei Deputati un gruppo di bambini e ragazzi di Younicef (giovani volontari dell’Unicef Italia) è stato protagonista  di un convegno dal titolo “Progettare politiche per l’infanzia e l’adolescenza: un Paese a misura di bambino”.

Per saperne di più su quali siano le aspirazioni dei bambini in tutto il mondo, quali eventi si tengono oggi per festeggiare, quali le celebrità e i leader mondiali coinvolti, vi basterà solo usare l’hashtag #Kidstakeover, #WorldChildrensDay, #KidsTakeOverSchools!

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Bambini della scuola elementare di Banilad. Foto dell’architetto Anna Orlando, Field Assistant di Kito Onlus.

Kito Onlus e Carta di Trento – Parte 2

In questo articolo, di cui potete leggere la prima parte qui, continuiamo a valutare l’attività di Kito Onlus alla luce della Carta di Trento e degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.

5 e 4. Migliorare la salute delle gestanti e ridurre la mortalità infantile

La Carta di Trento riunisce nella propria riflessione gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio 4 e 5,  ricordandoci quanto la salute delle gestanti e la mortalità infantile siano questioni strettamente collegate, così come le sfide che devono affrontare: mortalità e disabilità di madri e bambini sono ancora oggi infatti presenti in numeri troppo elevati. Tra l’altro non si tratta solo di una questione individuale; la Carta sottolinea a questo proposito che “l’investimento nella salute materna non solo migliora lo stato di salute della donna e della sua famiglia, in particolar modo delle figlie, ma ha anche ricadute significative e positive in termini di riduzione della povertà”, rivelandosi quindi una componente essenziale per lo sviluppo e la prosperità delle comunità.

Kito Onlus nel corso anni ha preso a cuore la questione dalla salute materno-infantile proponendo campagne di vaccinazione e training aventi lo scopo di promuovere migliori comportamenti individuali per una buona salute, diffondendo pratiche di igiene, alimentazione, prevenzione e pianificazione delle nascite e contraccezione. I risultati non sono mancati! Tramite la promozione del Family Planning nel 2016 la Kito Health Unit (i cui principali settori di intervento sono salute materna e nutrizione, come potete leggere in questo articolo) ha registrato un minore tasso di maternità soprattutto tra le teenager, passato dal 0,76% del 2014 al 0,29% del marzo 2016 e una maggiore percentuale di bambini in salute, passata dal 66,53% al 73,11% (per un approfondimento su come questi dati siano correlati vi invitiamo a leggere qui).

3. Promuovere la parità fra uomo e donna

La Carta di Trento spiega che una partecipazione delle donne alla vita politica, economica e culturale non migliora solamente  la vita delle singole, ma arricchisce la vita di tutta la comunità. Abbiamo già parlato dell’attenzione che Kito Onlus dedica alle donne nel settore della salute, ma qui ricordiamo che la nostra organizzazione si impegna anche a coinvolgere le donne nelle attività comunitarie. Un esempio si è riscontrato durante la costruzione dell’Health Center di San Francisco, alla quale le donne della comunità hanno partecipato dedicandosi alla lavorazione del bambù.

2. Assicurare l’istruzione primaria a tutti i bambini e le bambine

L’istruzione è “fondamentale lungo tutto l’arco della vita e tocca tutti gli ambiti di un’esistenza che possa definirsi dignitosa”. Soprattutto chi ci segue ultimamente sa che Kito Onlus è attualmente  impegnata proprio nel garantire ai bambini  il loro diritto a ricevere un’istruzione, tramite la ricostruzione della scuola elementare di Banilad che, dopo essere stata gravemente danneggiata da un tifone nel 2015, non poteva più assicurare la continuità scolastica ai bambini del luogo.

1.Sradicare la povertà estrema e la fame

Quelle della povertà e della fame sono fra le sfide maggiori che attendono la cooperazione internazionale per i prossimi anni in quanto la loro eliminazione è un presupposto e una condizione per il raggiungimento di tutte le altre dimensioni dello sviluppo umano”. Tra le strategie di azione proposte dalla Carte quelle che si ricollegano al lavoro di Kito Onlus sono in particolar modo la tutela della biodiversità e la promozione dell’uso di energia rinnovabile. Ne abbiamo già parlato in relazione all’obiettivo di Sviluppo 7 (Migliorare la qualità della vita e il rispetto dell’ambiente) ma lo ripetiamo anche qui: Kito Onlus progetta e costruisce strutture che non siano lesive del territorio, promuove l’impiego di materiali locali – anche per risparmiare energia e risorse nel trasporto – e la sostenibilità energetica: un modus operandi che può davvero migliorare a lungo termine le condizioni di vita delle comunità in cui opera!

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Kito Onlus e la Carta di Trento – Parte 1

La cooperazione internazionale è un processo che richiede continui ripensamenti e adattamenti per far fronte ad un mondo in continuo mutamento. Con questa consapevolezza, diversi attori di cooperazione allo sviluppo hanno deciso di creare la Carta di Trento “per una migliore cooperazione”. Dal 2008 al 2015 la Carta di Trento si è occupata degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio ONU, avanzando per ciascuno delle riflessioni inerenti alla cooperazione internazionale.

Con questo post, che per ragioni di lunghezza divideremo in due parti, vi proponiamo una valutazione dell’attività di Kito Onlus inserendola nel contesto della Carta di Trento. In questa prima parte, seguendo l’ordine Carta, poniamo l’attenzione sugli obiettivi di sviluppo sostenibile dall’8 al 6.

8.Lavorare insieme per lo sviluppo umano

Nel prendere in considerazione l’ottavo obiettivo di sviluppo la Carta di Trento sottolinea come sia indispensabile saper “leggere il presente” e intervenire di conseguenza. E il presente richiede di puntare sulla “relazione”: la cooperazione è – o almeno, dovrebbe essere – un processo in grado di coinvolgere la comunità di beneficiari e le risorse locali, investendo nel capitale umano e sociale di tutti i soggetti coivolti. Solo così le trasformazioni possono essere sostenibili, efficaci e a lungo termine, capaci di perdurare oltre il momento dell’emergenza o del conflitto. Il coinvolgimento di persone e risorse locali nei progetti di Kito Onlus è da considerarsi una costante. Un chiaro esempio è riscontrabile nel Cash for Work, tipologia di progetto che prevede il coivolgimento della popolazione locale in lavori di pubblica utilità e tramite il quale nel 2013 sono state ricostruite alcune aule della scuola di Tanza, precedentemente distrutte da un tifone. Tale modo di operare è esattamente ciò che si intende per andare oltre l’azione (il progetto) andando a puntare sul processo (la relazione). La popolazione locale è stata anche coinvolta nella costruzione dell’Health Center di San Francisco (2015-2016) e membri della comunità sono attualmente impegnati nel progetto di ricostruzione della Scuola Elementare di Banilad.

7.Migliorare la qualità della vita e il rispetto dell’ambiente

Coscienti dell’importanza del patrimonio ambientale, non solo semplicemente e ovviamente per garantire la sopravvivenza dell’umanità sulla terra ma anche per preservare l’equilibrio nelle diverse realtà territoriali, e altresì coscienti delle ripercussioni dell’attività umana sulla natura, la Carta di Trento sottolinea l’importanza ora più che mai di “ri-attivare l’immaginazione collettiva per vedere orizzonti futuri non predatori nei confronti dell’ambiente naturale”: nell’ambito della cooperazione, la tutela dell’ambiente deve diventare un tema trasversale ad ogni attività e progetto. Operando principalmente in un Paese regolarmente sottoposto a catastrofi naturali quale è la repubblica delle filippine, Kito Onlus conosce bene l’importanza di preservare l’equilibrio esseri umani/natura, regolando il proprio operato di conseguenza. Una prova? Il Kito-Hut è stato ideato come energicamente autosufficiente grazie a dei pannelli fotovoltaici installati sul tetto e a batterie ad accumulo che conservano l’energia durante le ore notturne. Anche l’Health Center di San Francisco possiede un sistema fotovoltaico/accumulatore di energia ed è un esempio di green building in quanto nella sua realizzazione sono stati utilizzati materiali locali ed è stato fatto in modo che le caratteristiche del suolo non venissero compromesse – un modello di sostenibilità ambientale oltre che di efficienza.

6.Combattere l’aids, la malaria e altre malattie

Sebbene l’obiettivo di Sviluppo numero 6 citi espressamente determinate patologie che richiedono particolare attenzione, la Carta di Trento precisa come d’altra parte sia “necessario che la cooperazione internazionale ponga l’accento più in generale sulla salute come qualità di vita, accessibilità e diritto”. Si tratta quindi di pensare la salute non come assenza di malattie ma come benessere dell’individuo questo dovrebbe avvenire attraverso il “rinforzo dei sistemi sanitari locali” e partire dai bisogni delle comunità e dalle risorse a disposizione, in modo che ogni realtà locale abbia gli strumenti necessari per confrontarsi con le proprie necessità.

L’intervento e le attività di Kito in ambito sanitario sono di lungo corso, è preoccupata non solo di rispondere alle emergenze ma di consegnare nelle mani dei beneficiari gli strumenti necessari per un miglioramente delle condizioni sanitarie nel lungo periodo. Dalla Kito Health Unit, ai corsi di salute, igiene e prevenzione (2014-2016), alla costruzione del Centro Medico di San Francisco, fino all’implementazione del software Open Hospital installato nell’ Health Center con relativo training di formazione per il personale medico, Kito Onlus ha operato mettendo al centro i bisogni delle comunità locali, provvedendo a fornire educazione sanitaria e formazione, rinforzando i sistemi sanitari locali e facilitando l’accesso ai servizi – in linea cioè con le azione prioritarie identificate dalla carta di trento.

A presto per la seconda parte dell’articolo!

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Giornata delle Nazioni Unite – L’ONU e le Filippine

Il 24 ottobre si celebra la giornata delle Nazioni Unite, per commemorare l’entrata in vigore della Carta delle Nazioni Unite – il 24 ottobre del 1945 – e la creazione ufficiale dell’ONU. Può essere interessante oggi sottolineare i punti chiave della relazione tra l’organizzazione internazionale e le Filippine.

L’interesse delle Filippine per l’ONU è ravvisabile sin dal principio: le Filippine rientrano infatti tra i 51 Paesi membri originari, firmatari della Carta delle Nazioni Unite. Inoltre, il Paese è anche tra i fondatori della coalizione G-77, l’organizzazione intergovernativa ONU fondata nel 1964 per promuovere interessi economici collettivi.

La collaborazione vera e propria tra Nazioni Unite e Filippine inizia molto presto: già alla fine degli anni ‘40 l’ONU invia aiuti e assistenza alle Filippine in modo che il Paese abbia gli strumenti di superare il difficile periodo post bellico. Un sostegno che rimane anche oggi: l’ONU provvede infatti a fornire assistenza tecnica e finanziaria al Paese, il quale vede un presenza media di 1000 figure professionali ONU che lavorano in diversi ambiti. Da parte loro, molti filippini danno nel tempo il proprio contributo all’organizzazione partecipando alle attività degli organi e agenzie delle Nazioni Unite e alle missioni di peacekeeping. Tra le personalità filippine più influenti ricordiamo Carlos P. Romulo, il primo asiatico ad essere eletto Presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1949.

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©United Nations. Carlos Romulo firma la Carta delle Nazioni Unite, 26 Giugno 1945.

 

Il rapporto tra Onu e Filippine si incrina con l’elezione dell’attuale Presidente filippino Rodrigo Duterte: nel 2016, infatti, il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon e l’agenzia ONU per il controllo delle droghe e la prevenzione del crimine (Unodc) condannano gli omicidi extragiudiziali aventi luogo nelle Filippine e sostenuti da Duterte. Inotre, il Presidente «reagisce con rabbia alla proposta di Agnes Callamard, relatore speciale delle UN, che chiede di sottoporlo al giudizio degli organismi internazionali per i suoi ripetuti inviti alle esecuzioni sommarie di trafficanti e criminali con premi ai poliziotti e la promessa dell’immunità ai cittadini giustizieri» (qui l’articolo completo). Duterte minaccia infatti di far uscire le Filippine dall’ONU (una eventualità in seguito negata dal Ministro degli Affari Esteri filippino) affermando che, «forse dovremmo semplicemente decidere di uscire dalle Nazioni Unite. Se continuate a essere così scortesi, potremmo semplicemente andarcene. Fateci uscire dall’organizzazione. Non avete fatto niente. Mai. A parte criticare». L’ONU un organismo inutile quindi? Parrebbe piuttosto il contrario. Come spiegato in questo articolo la disputa tra Nazioni Unite e Duterte mette più che altro in luce l’evoluzione dell’ONU come organizzazione, dal momento che evidenzia come «il segretario generale ha ormai il diritto di criticare uno stato membro anche quando questo uccide i suoi cittadini. Non è per questo che l’Onu era stata concepita. All’epoca della sua creazione nel 1945, quando la seconda guerra mondiale stava terminando, il suo obiettivo principale era quello di evitare altri conflitti simili». I recenti rapporti tra ONU e Filippine indicano perciò che «le Nazioni Unite non hanno il destino segnato, anzi stanno lavorando meglio di quanto si voglia riconoscere». E quindi, buona giornata delle Nazioni Unite!

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©http://humanitarianadvisorygroup.org

 

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