KitoOnlus Blog

Amministazione Trump: un pericoloso negazionismo!

“Dopo Haiyan mi sono chiesta se la vita sarebbe mai tornata a essere la stessa e se avrei potuto continuare i miei studi, poiché anche la nostra scuola era stata danneggiata (…) Nonostante il tifone Haiyan non venga considerato come un effetto del cambiamento climatico, quest’ultimo ha contribuito a intensificarne la potenza. Il riscaldamento della superficie oceanica fa sì che i tifoni aumentino in potenza e che colpiscano con maggiore frequenza. Nelle Filippine senza dubbio il cambiamento climatico non è solo un’idea ma una dura realtà.”

Chi meglio di Kito Onlus può capire cosa significhino queste parole? Operiamo nelle Filippine dal 2012 nel settore del Risk and Disaster Management/Reduction, e siamo consapevoli che questo sia uno dei Paesi più colpiti al mondo da tifoni ed altri disastri naturali il cui responsabile principale è l’uomo. Comunque, questa è solo una piccola parte della lettera che Marinel, una ragazza filippina sopravvissuta al tifone Haiyan del 2013, ha scritto ai leader mondiali in occasione del COP 21 conclusosi con gli Accordi di Parigi.

Come chi ci segue potrà ricordare (per rinfrescarvi la memoria potrebbe essere utile questo link), gli Accordi di Parigi consistono nell’impegno di tutte le “Contracting Parties” a mantenere l’aumento della temperatura “bene al di sotto dei 2°C rispetto ai livelli pre-industriali”. D’altra parte, due aspetti di tali Accordi vanno menzionati: il primo è che non è previsto un vero e proprio meccanismo di monitoraggio relativo alla implementazione nazionale, quindi nessuno avrà il potere di dire che uno Stato viola gli Accordi promuovendo determinate politiche piuttosto che altre ; La seconda difficoltà è che tali Accordi diventeranno legalmente vincolanti nel 2020 e solo se tra tutti i Paesi (55 minimo) che decidono di ratificarli vi sono i responsabili del 55% di emissioni di gas serra nel mondo.

Sin dall’inizio è sembrato un progetto più che ambizioso e che i Paesi individuati come principali responsabili del cambiamento climatico hanno deciso di portare avanti.

Ma cosa è cambiato il 1° giugno 2017? Il Presidente repubblicano Donald Trump ha annunciato l’uscita degli Stati Uniti dagli Accordi. “Questo accordo non ha nulla a che vedere con la salvaguardia dell’ambiente, quanto piuttosto con il semplice fatto che alcuni paesi (Cina ed India) ottengono vantaggi economici a danno degli Stati Uniti” . Queste sono state le parole con cui Washington ha ufficializzato la propria posizione. Il  problema principale è che gli Stati Uniti (17% di emissioni) sono il secondo paese al mondo che inquina di più dopo la Cina (25%).

A pagare le più terribili conseguenze di politiche puramente improntate al profitto e poco al miglioramento del “welfare system” sono, non solo le fasce più vulnerabili della società come spesso accade, ma tutti indifferentemente. Anche coloro che più fanno fatica ad ammettere l’esistenza di problemi come il riscaldamento globale, come Trump e tutta la sua amministrazione.