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5 settembre: Giornata internazionale della beneficenza

“La peggior miseria non è la fame o la lebbra. E’ la sensazione di essere indesiderabile, rifiutato, abbandonato da tutti.” (Madre Teresa di Calcutta)

La Giornata internazionale della beneficenza è stata fissata il 5 settembre del 2012 dalla Assemblea Generale delle Nazioni Unite. L’obiettivo primo di questa giornata è quello di accrescere la consapevolezza di individui ed organizzazioni circa l’esistenza piattaforme di beneficenza globali.

Un po’ di storia..

L’ International Day of Charity è nata nel 2011 da un’iniziativa della società civile ungherese -supportata dal parlamento ed dal governo nazionali- con lo scopo di organizzare eventi per aumentare il sentimento di solidarietà, responsabilità sociale e supporto pubblico nei confronti della beneficenza.

E’ stato scelto il 5 settembre per commemorare l’anniversario della scomparsa di Madre Teresa di Calcutta, che ricevette il Premio Nobel per la Pace nel 1979 “per tutto il lavoro svolto nell’ambito della lotta alla povertà, che è una delle più profonde minacce alla pace”.

Il 17 dicembre 2012, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione per fissare il 5 settembre come giornata internazionale della beneficenza. La risoluzione venne co-sponsorizzata da 44 paesi delle Nazioni Unite che, insieme, rappresentano tutti e cinque i Gruppi Regionali dell’ Organizzazione Internazionale.

L’importanza della beneficenza e l’ Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile

In occasione dell’ approvazione della “2030 Agenda on Sustainable Development” adottata nel settembre 2015, le Nazioni Unite hanno riconosciuto che eliminare la povertà in tutte le sue forme è, in assoluto, la più grande sfida oggi ed un requisito indispensabile per uno sviluppo sostenibile. Inoltre, la “2030 Agenda” sottolinea quanto sia essenziale incrementare il senso di solidarietà globale, focalizzandola sui bisogni dei più poveri e dei più vulnerabili. Inoltre, i cosiddetti “Sustainable Development Goals”, in questi primi due anni, hanno aiutato la comunità internazionale a comprendere l’importanza del settore privato a livello economico e non per l’implementazione della stessa agenda: dalle micro- imprese, alle cooperative per finire con le multinazionali e poi passare alla società civile e alle organizzazioni filantropiche .

Infatti, gli SDGs fissati nell’ Agenda possono essere raggruppati in sei aree: esseri umani, pianeta, prosperità, pace e partnership. Tutti questi elementi hanno il potere di trasformare la nostra vita ed il nostro pianeta. Come? Fornendo alle istituzioni filantropiche la struttura necessaria per concedere a tutti di contribuire al miglioramento del nostro mondo.