gennaio 2018

Annual Report 2017 – tutte le attività di Kito Onlus!

Come saprà chi ci ha seguito nel corso dell’ultimo anno, il 2017 di Kito Onlus è stato un anno ricco di attività, che abbiamo riportato nel Report Annuale disponibile a questo link!

Dal report è emerso che il lavoro svolto da Kito Onlus nel 2017 è stato più che soddisfacente.

La Kito-Health Unit, presente a San Fernando la Union, ha continuato a portare avanti programmi di prevenzione con il sostegno dei Barangay Volunteer Workers e della Municipalità e quest’anno ha offerto assistenza a 2.286 pazienti. Nel 2018 la Kito HUT sarà operativa in un nuovo Barangay, sempre a San Fernando, per aiutare una comunità più bisognosa di assistenza sanitaria. Visti i buoni risultati raggiunti dall’unità nel corso degli ultimi anni, non dubitiamo che la presenza della Kito HUT potrà decisamente migliorare le condizioni di vita dei suoi nuovi pazienti!

A inizio anno Paola Vecchiato, Presidente di Kito Onlus, è volata in missione a San Francisco nelle Isole Camotes e il 7 Febbraio il Kito Health Center, costruito nel corso del 2016, è stato inaugurato e consegnato ufficialmente alla Municipalità. Grazie al software Open Hospital, realizzato da Informatici Senza Frontiere Onlus e installato nel computer del centro, è stato possibile monitorare a distanza le attività portate avanti all’interno della struttura. Non solo, in linea con gli obiettivi del progetto, il software è stato anche in grado di facilitare le mansioni quotidiane del personale medico, che può ora avvalersi di un registro dei pazienti, dei farmaci e dei trattamenti effettuati.

Infine, la ricostruzione della scuola elementare di Banilad ha fatto notevoli progressi! Il contributo ricevuto dalla OPM Chiesa Valdese è stato essenziale per permetterci di riaprire il cantiere e grazie alla partnership con Architetti Senza Frontiere abbiamo potuto beneficiare dell’aiuto della volontaria Anna Orlando, presente a Banilad da ottobre 2017 al fine di supervisionare e gestire i lavori di ricostruzione. A fine ottobre Anna era stata raggiunta temporaneamente da Paola Vecchiato e in questa occasione è stato organizzato un training di costruzione per i lavoratori volontari al cantiere.

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Anche a Padova, dove Kito Onlus ha sede, non sono mancate le attività! Tre Aperikito Plus, una mostra fotografica e una cena di Natale di solidarietà sono stati gli eventi che nel 2017 hanno promosso il lavoro di Kito, contribuito alla raccolta fondi e favorito l’ampliamento e il mantenimento di quel network di donatori e sostenitori che permette a Kito Onlus di continuare a svolgere con efficienza il proprio lavoro.

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Parte dei fondi raccolti nel 2017 servirà a sostenere un progetto di costruzione a Caldarola, in provincia di Macerata (di cui potete leggere qui), che sarà avviato a partire dal 2018…che dire quindi, anche quest’anno sono in cantiere progetti interessanti per cui speriamo varrà la pena di continuare a seguirci!

RICOSTRUIRE NELL’ANTIFRAGILITÀ. Contributo della nostra Field Assistant Anna Orlando

La ricostruzione della scuola elementare di Banilad inizia nel 2016,quando vengono demoliti i resti della vecchia struttura e posate le fondazioni e i ferri di armatura delle colonne. Con l’inizio di ottobre 2017 Kito Onlus riapre il cantiere ed io, Anna Orlando, architetto e ingegnere, vengo incaricata a lavorare a questo progetto come volontaria e membro di Architetti Senza Frontiere. Al mio arrivo trovo la vegetazione che si è impossessata selvaggiamente del sito e i ferri esposti attaccati dalla salsedine. Sento la perdita di speranza da parte delle persone che vivono tutti i giorni il villaggio, la comunità, la scuola: mentre Kito Onlus lavora dietro a delle carte e affronta delle complicate procedure burocratiche degne di qualsiasi acrobata, le madri del villaggio accompagnano i figli a scuola passando sempre davanti allo stesso immutato scenario. E’ necessario spiegare alla comunità i nostri sforzi dall’altra parte del mondo per aiutarli, far rinascere l’entusiasmo e l’energia sufficiente per far ripartire il tutto. Riapriamo dunque, ripartiamo!

ph_2017_anna orlando (5) Anna e i bambini della scuola di Banilad

Cosa serve per ‘fare’ un cantiere? Ci vuole il materiale, i lavoratori, i mezzi, ma anche tanta pazienza e, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, la consapevolezza dell’impossibilità di seguire una linea temporale precisa, una precisa organizzazione. Moltissime volte ti trovi in situazioni complicate che sembrano impossibili da risolvere nonostante tutto fosse programmato nel minimo dettaglio. In questi casi bisogna saper dare tempo al tempo. Ti siedi e aspetti che tutto quello che hai organizzato trovi il suo tempo di esistere, di accadere e materializzarsi. Perché poi tutto arriva, e tutto in una volta, i materiali che hai ordinato, il camion di sabbia donata dal sindaco, il cocco tagliato, i chiodi, il cemento. Intanto vado nelle classi a presentarmi, “Hi! I am an Architect, I come from Italy, dite ai vostri genitori di venire ad aiutarci a costruire la vostra futura scuola”. E che meraviglia quando poi i genitori arrivano davvero, e lavorano e ridono, le pale, la sabbia, i vecchi sacchi di cemento per trasportarla. I volontari sono così tanti che ti commuovono. E sono timidi, all’inizio, ma continuano a tornare. Spieghi loro che se lavoriamo tutti insieme la scuola crescerà più in fretta. E mentre lavori con tutti loro capisci che non stai solo costruendo una scuola, ma relazioni e contenuti.

Ho avuto la fortuna di entrare in contatto con molte persone durante il percorso di cantiere, tutte accomunate da un supporto costante. Una di queste mi dice: “Kito Onlus è venuta fin dall’Italia per aiutare il nostro popolo, il minimo che possiamo fare è aiutare voi, come possiamo”.Grazie a questa spinta la scuola ha continuato a crescere fino ad oggi, nel corso della mia presenza ad ottobre e a novembre e durante la mia assenza a dicembre, nonostante le feste di Natale e nonostante la pioggia incessante che cadeva come lastre di vetro. Tornata qui a gennaio ho ritrovato routine, famiglia, amici ed un popolo capace, con una naturalezza stupefacente e in gran parte inconsapevole, di superare le catastrofi. Qui si parla spessissimo di resilienza.Forse, il popolo filippino, più che essere resiliente, è antifragile: «L’antifragile sotto stress si trasforma e accresce la sua capacità di rispondere agli eventi. Il resiliente resiste agli shock e rimane lo stesso: l’antifragile migliora grazie a quello.» (Antifragile. Prosperare nel disordine, Nassim Nicholas Taleb, 2012)

-Anna Orlando, Architetto e Ingegnere Edile, Kito Onlus Field Assistant

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Anna e il sindaco di Pinamalayan Aristeo Baldos Jr.

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Anna e Paola Vecchiato, Presidente di Kito Onlus.

#MeToo, #TimesUp: un 2017 significativo per i diritti delle donne e la parità di genere

#TimesUp, ovvero “tempo scaduto”, è l’hashtag che ha preso piede sui social negli ultimi giorni ed è anche il nome di un’organizzazione fondata da più di 300 donne appartenenti al mondo dello spettacolo e avente lo scopo di utilizzare il proprio budget per pagare le spese legali delle donne che vogliono denunciare le aggressioni subite, allo stesso tempo proteggendole dalle conseguenze di questa scelta. L’associazione si propone inoltre di operare come gruppo di pressione per promuovere leggi che penalizzino tutte quelle aziende che tollerano al proprio interno molestie sessuali e discriminazioni. Prima di #TimesUp, anche #MeToo (in italiano #quellavoltache) aveva guadagnato popolarità a livello internazionale come movimento di denuncia a seguito del caso del produttore Harvey Weinstein, accusato di molestie da molte donne di Hollywood. Da lì “la denuncia si è allargata e ha assunto i connotati di un movimento sociale a tutti gli effetti”, motivo per cui il movimento è scelto come “Persona dell’anno” dalla rivista Time.

Per la verità, tutto il 2017 è stato costellato da momenti importanti per i diritti delle donne e la parità di genere, e in tutto il mondo: dalla marcia delle donne il 7 Gennaio, all’adozione della legge sulla violenza domestica in Kirghizistan il 28 Aprile, al decreto che permette alle donne di guidare adottato in Arabia Saudita il 26 Settembre. UN Women, l’agenzia delle Nazioni Unite per i diritti delle donne ripercorre tutte le date più significative qui!

Alla luce di tutto ciò sembra quindi opportuno cogliere il momento per rinnovare l’impegno di Kito Onlus nel supporto verso tutte le donne. L’attenzione che Kito Onlus presta alla popolazione femminile nelle comunità in cui opera è una costante nell’attività dell’organizzazione, e comincia prima di tutto dal riconoscimento della posizione di vulnerabilità che le donne ricoprono in molti Paesi e specialmente se appartenenti a determinate fasce economiche. Qui per esempio abbiamo parlato di come nelle Filippine le donne più povere vengano colpite più duramente dai cambiamenti climatici e siano più a rischio di violenza. Kito Onlus cerca sempre di promuovere l’emancipazione sociale ed economica delle donne conferendo loro ruoli importanti per lo sviluppo dei progetti e presta loro attenzione dal punto di vista sanitario, attraverso programmi per la salute materna e la pianificazione famigliare. Tutti modi per dare alle donne il pieno controllo su ogni aspetto della propria vita.

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