dicembre 2017

Una nuova sfida per Kito Onlus e Architetti Senza Frontiere Veneto

A seguito dei terremoti di agosto e ottobre 2016 che hanno colpito violentemente il Centro Italia il comune di Caldarola nel Maceratese è stato profondamente danneggiato. Il 60% del territorio urbano venne dichiarato zona rossa sconvolgendo la comunità intera.

Fortunatamente non ci furono vittime ma oltre 800 caldarolesi (su circa 1.900) sono stati costretti a trasferirsi in alberghi sulla costa marchigiana, essendo Caldarola ormai invivibile.

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Oggi la situazione rimane complessa a Caldarola, non solo da un punto di vista materiale e strutturale ma anche a livello sociale e per tutte le fasce d’età. A causa degli eventi sismici gli abitanti più anziani hanno perso quello che è stato costruito in una vita intera, i più giovani sono stati costretti a cercare un luogo migliore in cui vivere e per quanto riguarda i bambini più piccoli basta ricordare che hanno un container al posto dell’asilo.

L’amministrazione di Caldarola si è impegnata da subito per dare alla comunità il presente e il futuro che si merita e ha già beneficiato dell’aiuto offerto da diverse associazioni. Ma essendo Caldarola una piccola comunità, le sono sempre mancate visibilità mediatica e supporto a livello nazionale. Il sindaco di Caldarola si è perciò rivolto personalmente a Kito Onlus in cerca di sostegno. Ovviamente, noi di Kito Onlus non ci siamo tirati indietro! E Architetti Senza Frontiere Veneto Onlus, già nostra partner nel progetto di ricostruzione della scuola elementare di Banilad nelle Filippine, ha subito dato con entusiasmo il proprio appoggio per una nuova collaborazione! Insieme le due organizzazioni hanno quindi iniziato a progettare la costruzione di una struttura polivalente in travi lamellari di 1.400 mq. in accordo ai bisogni della comunità e ai criteri di sostenibilità ambientale, che possa avere una funzionalità di lungo periodo, anche successiva al superamento della fase di ricostruzione del centro storico del paese. Il montaggio della struttura è previsto all’interno di un’area inserita nel contesto abitativo del paese ma esterna rispetto al primo nucleo di case, che affianca uno spazio già adibito alle attività ludiche della prima infanzia. Il centro ambisce a diventare un luogo per la promozione di attività e laboratori con il coinvolgimento delle associazioni locali finalizzate soprattutto agli adolescenti, con l’obiettivo di renderli parte attiva del processo di ricostruzione ed elemento di continuità della vita del paese.

In momenti di post-emergenza come quelli generati dai disastri naturali è infatti importante assicurare la fornitura di spazi di aggregazione sociale, per far sì che il tessuto sociale resti unito e venga anzi rigenerato da momenti comunitari che accelerino il percorso post-traumatico e restituiscano ai cittadini la fiducia verso i loro territori.

Per questo progetto Kito Onlus e ASF hanno già cominciato con successo a raccogliere fondi e a questo proposito ringraziamo ancora una volta tutti i partecipanti alla Kito Christmas Dinner per la solidarietà dimostrata! Abbiamo però ancora bisogno di supporto affinché questo progetto possa essere realizzato a partire dal 2018. Vuoi aiutarci? Puoi farlo con una donazione tramite carta di credito o PayPal o tramite bonifico bancario. Ogni contributo è prezioso!

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Cambiamenti climatici: la risposta di Kito Onlus

Ha provocato tristezza e indignazione nei giorni scorsi la foto scattata da Paul Nicklen raffigurante un orso polare sfiancato dalla fame nell’Artico canadese. Un’immagine simbolo degli effetti dei cambiamenti climatici, che stanno distruggendo gli habitat naturali, e che nelle parole del fotografo può servire a “buttare giù i muri dell’apatia”. Perché “le soluzioni ci sono”, continua Nicklen, “dobbiamo ridurre la nostra impronta ambientale, mangiare il cibo giusto, smettere di tagliare le nostre foreste e iniziare a mettere il Pianeta – la nostra casa – al primo posto”.

Oggi, 12 Dicembre 2017, delle soluzioni a livello globale verranno effettivamente cercate. A distanza di due anni dall’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, il presidente francese Emmanuel Macron, il Presidente della Banca Mondiale, Jim Yong Kim, e il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, si riuniscono sempre a Parigi per fare il punto della situazione riguardo alla questione dei cambiamenti climatici: il One Planet Summit è oggi il momento per i leader mondiali, ma anche per esponenti del settore della finanza, per discutere degli sforzi globali necessari a combattere i cambiamenti climatici, le cui conseguenze riguardano l’intero pianeta ma con un impatto diverso, non solo tra le diverse regioni del mondo ma anche all’interno di una stessa comunità. Un recente documento del Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali (UN/DESA) riguardo a cambiamenti climatici e disuguaglianza sociale dimostra l’esistenza di un circolo vizioso: la disuguaglianza di partenza porta i gruppi più vulnerabili della popolazione a soffrire in modo sproporzionato a causa dei cambiamenti climatici e ciò risulta in una ulteriore disuguaglianza. Quando poi gli effetti dei cambiamenti climatici si intersecano con quelli provocati dai conflitti, i risultati sono ancora peggiori. Ad esempio a Mindanao nelle Filippine, zona segnata da ostilità di tipo sociale ed etnico e da un incremento del numero di tifoni e alluvioni, la povertà e la perdita di terreni coltivabili portano alla mancanza di cibo. Donne e ragazze in particolare risentono di questa situazione perché, trovando lavoro più facilmente degli uomini, sono costrette a migrare per trovare un impiego e questa migrazione in tempi di conflitto porta con sé i rischi di tratta di esseri umani, abusi sessuali e prostituzione.

Che le Filippine siano tra i Paesi più vulnerabili quando si tratta di cambiamenti climatici Kito Onlus lo può constatare direttamente. E cosciente di ciò provvede ad integrare nei progetti una attenzione particolare per la questione ambientale e per le fasce più vulnerabili della popolazione. Fa ciò costruendo strutture energicamente sostenibili, promuovendo l’utilizzo di risorse e manodopera locali, favorendo e incoraggiando l’occupazione femminile e limitando gli sprechi. Per avere un’idea del nostro modus operandi, vi invitiamo a leggere qui come Kito Onlus abbia costruito una struttura che è un vero e proprio esempio di green building!

E per concludere, ricordiamocelo, abbiamo un solo pianeta, e nessun piano B.

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©United Nations Climate Change

Aspettando la giornata mondiale dei diritti umani

Il 10 dicembre sarà la giornata mondiale dei diritti umani. Spesso accade di ricordare una ricorrenza internazionale solo il giorno stesso così rischiando di perdere delle belle opportunità. È perciò con ben dieci giorni di anticipo che vi invitiamo a prepararvi, a riflettere e ad organizzarvi per partecipare alle attività o agli eventi promossi dall’ONU in occasione dell’anniversario della Dichiarazione Universale dei diritti umani (1948). Esatto, il 10 dicembre celebriamo la ricorrenza dell’adozione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del documento che, riportando le parole del professore e difensore di diritti umani Antonio Papisca, “contiene il ‘codice genetico’ di una rivoluzione giuridica, politica e culturale”, essendo alle base delle Convenzioni in materia di diritti umani che fanno parte del nuovo Diritto Internazionale. La Dichiarazione è stata tradotta in più di 500 lingue, guadagnandosi il titolo di documento più tradotto al mondo. In italiano, la dichiarazione universale può essere letta qui.

È comune pensare che i diritti umani siano quelli che riguardano gli “altri”, come persone che vivono dall’altra parte del mondo, migranti e rifugiati. Tuttavia, i diritti umani per definizione riguardano tutta la famiglia umana. Sono sempre qualcosa che ci riguarda. Quest’anno l’hashtag ufficile della giornata dei diritti umani, #StandUp4HumanRights, ci ricorda che è dovere di ogni essere umamo difendere e promuovere i diritti di tutti.

Lo staff di Kito Onlus approfitta dell’occasione per riaffermare il suo impegno nei confronti dei diritti umani. I settori di cui ci occupiamo prevalentemente sono quelli del diritto all’istruzione, ricostruendo scuole come quella di Banilad, e a standard di vita adeguati, per esempio sostenendo le comunità in cui operiamo dal punto di vista igienico-sanitario. Ma non ci fermiamo qui. C’è un nuovo progetto in cantiere che riguarda la costruzione di un centro polifunzionale a Caldarola, comune in provincia di Macerata gravemente danneggiato dal terremoto che ha colpito il Centro Italia nel 2015. Kito Onlus vuole creare un luogo in cui i giovani caldarolesi possano trovarsi per stare insieme, sentendosi al sicuro e riappropriandosi dei propri spazi. Se vuoi partecipare a questo progetto, puoi aiutarci in diversi modi: partecipando alla nostra cena di Natale di solidarietà il 6 dicembre, comprando un calendario per l’anno nuovo o semplicemente donando sul nostro sito!

Il tuo sostegno è fondamentale.

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©United Nations