ottobre 2017

Giornata delle Nazioni Unite – L’ONU e le Filippine

Il 24 ottobre si celebra la giornata delle Nazioni Unite, per commemorare l’entrata in vigore della Carta delle Nazioni Unite – il 24 ottobre del 1945 – e la creazione ufficiale dell’ONU. Può essere interessante oggi sottolineare i punti chiave della relazione tra l’organizzazione internazionale e le Filippine.

L’interesse delle Filippine per l’ONU è ravvisabile sin dal principio: le Filippine rientrano infatti tra i 51 Paesi membri originari, firmatari della Carta delle Nazioni Unite. Inoltre, il Paese è anche tra i fondatori della coalizione G-77, l’organizzazione intergovernativa ONU fondata nel 1964 per promuovere interessi economici collettivi.

La collaborazione vera e propria tra Nazioni Unite e Filippine inizia molto presto: già alla fine degli anni ‘40 l’ONU invia aiuti e assistenza alle Filippine in modo che il Paese abbia gli strumenti di superare il difficile periodo post bellico. Un sostegno che rimane anche oggi: l’ONU provvede infatti a fornire assistenza tecnica e finanziaria al Paese, il quale vede un presenza media di 1000 figure professionali ONU che lavorano in diversi ambiti. Da parte loro, molti filippini danno nel tempo il proprio contributo all’organizzazione partecipando alle attività degli organi e agenzie delle Nazioni Unite e alle missioni di peacekeeping. Tra le personalità filippine più influenti ricordiamo Carlos P. Romulo, il primo asiatico ad essere eletto Presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1949.

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©United Nations. Carlos Romulo firma la Carta delle Nazioni Unite, 26 Giugno 1945.

 

Il rapporto tra Onu e Filippine si incrina con l’elezione dell’attuale Presidente filippino Rodrigo Duterte: nel 2016, infatti, il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon e l’agenzia ONU per il controllo delle droghe e la prevenzione del crimine (Unodc) condannano gli omicidi extragiudiziali aventi luogo nelle Filippine e sostenuti da Duterte. Inotre, il Presidente «reagisce con rabbia alla proposta di Agnes Callamard, relatore speciale delle UN, che chiede di sottoporlo al giudizio degli organismi internazionali per i suoi ripetuti inviti alle esecuzioni sommarie di trafficanti e criminali con premi ai poliziotti e la promessa dell’immunità ai cittadini giustizieri» (qui l’articolo completo). Duterte minaccia infatti di far uscire le Filippine dall’ONU (una eventualità in seguito negata dal Ministro degli Affari Esteri filippino) affermando che, «forse dovremmo semplicemente decidere di uscire dalle Nazioni Unite. Se continuate a essere così scortesi, potremmo semplicemente andarcene. Fateci uscire dall’organizzazione. Non avete fatto niente. Mai. A parte criticare». L’ONU un organismo inutile quindi? Parrebbe piuttosto il contrario. Come spiegato in questo articolo la disputa tra Nazioni Unite e Duterte mette più che altro in luce l’evoluzione dell’ONU come organizzazione, dal momento che evidenzia come «il segretario generale ha ormai il diritto di criticare uno stato membro anche quando questo uccide i suoi cittadini. Non è per questo che l’Onu era stata concepita. All’epoca della sua creazione nel 1945, quando la seconda guerra mondiale stava terminando, il suo obiettivo principale era quello di evitare altri conflitti simili». I recenti rapporti tra ONU e Filippine indicano perciò che «le Nazioni Unite non hanno il destino segnato, anzi stanno lavorando meglio di quanto si voglia riconoscere». E quindi, buona giornata delle Nazioni Unite!

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©http://humanitarianadvisorygroup.org

 

Giornata mondiale dell’alimentazione

Oggi 16 ottobre 2017 si celebra la Giornata Mondiale dell’Alimentazione, promossa dalla FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura. La cerimonia ufficiale si tiene a Roma presso la sede FAO e vede in primo piano la partecipazione dei ministri dell’agricoltura del G7 e di Papa Francesco. Quest’anno il tema della giornata è “Cambiamo il futuro delle migrazioni. Investiamo nella sicurezza alimentare e nello sviluppo rurale”. Come migrazioni, sicurezza alimentare e sviluppo rurale siano problematiche interconnesse lo spiega la Fao in questo video: milioni di persone al giorno d’oggi sono costrette ad abbondonare la propria casa a causa della povertà, della mancanza di cibo, dei cambiamenti climatici e dei conflitti. In queste circostanze, la migrazione diventa l’unica scelta possibile per sopravvivere, quando invece dovrebbe poter essere nient’altro che una libera scelta.

Se il dolore di dover fuggire dalla propria dimora non si può immaginare – come racconta Khadi Khun nella sua testimonianza, raccolta dalla Fao insieme a quelle di molti altri migranti – i drammatici effetti delle migrazioni vanno talvolta al di là di ogni immaginazione: Alan Kurdi, il bambino siriano annegato davanti alla spiaggia di Bodrum in Turchia e la cui immagine ha sconvolto il mondo nel 2015, è diventato un simbolo della tragedia delle migrazioni. Oggi Papa Francesco ha portato una scultura in marmo del piccolo profugo come dono all’Onu, un monito per non dimenticare che “nel mondo ci sono oggi 740 milioni di migranti, mai un numero così alto. Essi rappresentano una sfida alla quale siamo chiamati a rispondere in modo ordinato e giusto” (qui l’articolo completo). Come? Investendo appunto nella sicurezza alimentare e nello sviluppo rurale e onorando gli accordi relativi ai cambiamenti climatici. Solo così la migrazione può divenire un’opportunità per diffondere conoscenze e abilità nel mondo, arrivando a favorire la crescita economica.

Questa giornata è anche un’occasione per riflettere sulle proprie abitudini quotidiane. Si stima infatti che ogni giorno perdiamo 1 euro a causa dello spreco di cibo, quando al mondo più di un milione di persone con un solo dollaro al giorno deve riuscire a sopravvivere.

Un impegno importante che puoi prendere per sostenere in prima persona lo sviluppo delle comunità può essere quello di supportare Kito Onlus. Oltre alle attività che riguardano direttamente l’alimentazione (per esempio, puoi leggere dei programmi di nutrizione avviati da Kito Onlus nel Barangay Sagayad di San Fernando la Union cliccando qui), tutti i progetti della nostra organizzazione sono pensati e strutturati in modo che il loro obiettivo a lungo termine sia quello di promuovere la resilienza, lo sviluppo e il benessere delle comunità filippine.

world_food_day_2017_webban_EN©FAO

 

Giornata Internazionale della Nonviolenza

La nonviolenza è la più grande forza a disposizione del genere umano. E’ più potente della più potente arma di distruzione che il genere umano possa concepire  (Mahatma Gandhi)

Le Nazioni Unite hanno dichiarato, nel 2007, il 2 ottobre, giorno della nascita di Gandhi, Giornata internazionale per la nonviolenza. La risoluzione è stata approvata da tutti i paesi membri dell’Assemblea generale dell’Onu su proposta del governo indiano. Il sottosegretario di Stato per gli Affari esteri indiano dichiarò  che l’idea ebbe origine durante la conferenza internazionale “Pace, nonviolenza e sviluppo: la filosofia di Gandhi nel 21esimo secolo” tenutasi a Nuova Delhi qualche mese prima.

Le Nazioni Unite così comunicò: “Il 2 ottobre tutti gli stati membri dovranno osservare la Giornata della nonviolenza attraverso varie iniziative pubbliche. Il messaggio di Mahatma Gandhi dovrà  essere diffuso soprattutto fra le nuove generazioni, promuovendo a tal fine campagne di sensibilizzazione nelle scuole”.
Il padre della disobbedienza civile nonviolenta come strumento di rivoluzione nacque il 2 ottobre del 1869 a Portbandar (in India) e nel 1947 portò il suo Paese all’ indipendenza dal dominio coloniale britannico riuscendo ad ispirare i leader dei movimenti per i diritti civili di tutto il mondo come Nelson Mandela e Martin Luther King.

Diamo una definizione alla parola nonviolenza..

Il principio della nonviolenza, in generale, rifiuta l’uso della violenza fisica o verbale, al fine di raggiungere obiettivi sociali o cambiamenti politici.

Il professore Gene Sharp, uno dei primi studiosi della resistenza nonviolenta, utilizza la seguente definizione nella sua pubblicazione, The Politics of Nonviolent Action:

« L’azione nonviolenta è una tecnica con cui le persone che rifiutano la passività  e la sottomissione, e vedono la lotta come essenziale, possono vincere il conflitto senza violenza. L’azione nonviolenta non è un tentativo di evitare o ignorare conflitto. E’ una risposta al problema di come agire efficacemente in politica, in particolar modo come esercitare il potere efficacemente.»

Quindi, la nonviolenza non è  solo la negazione della violenza e non solo un metodo di azione, è uno stile di vita, e si distingue dal pacifismo che è, invece, una lotta per il disarmo.

Al giorno d’oggi, indubbiamente, bisognerebbe valorizzare di più la giornata della nonviolenza e sensibilizzare i giovani- in particolare- a tale tematica.