settembre 2016

Open Hospital: un progetto in collaborazione con Informatici Senza Frontiere Onlus!

Oggi vogliamo rendervi partecipi di un progetto a cui stiamo lavorando da qualche tempo: “Open Hospital”. Come sa già chi ci segue, al momento Kito Onlus è presente a San Francisco, nelle Isole Camotes, con il Kito Health Center, un centro medico per le emergenze. Costruire un centro medico però non basta perché è fondamentale che una volta portato a termine le attività al suo interno vengano gestite in maniera appropriata ed efficiente; è per raggiungere questo scopo che Kito Onlus ha deciso di collaborare con la Onlus Informatici Senza Frontiere: grazie a questa partnership il centro medico verrà dotato di un computer su cui installare il software Open Hospital, realizzato da Informatici Senza Frontiere, e verrà organizzato un training della durata di 15 giorni per far in modo che il personale medico acquisisca le competenze necessarie per utilizzare correttamente il software.

Brevemente, il software Open Hospital, in grado di funzionare su qualsiasi tipo di computer e in assenza di connessione Internet, funziona come una scheda clinica online: permette di registrare in modo semplice e intuitivo i dati anagrafici dei pazienti e di creare automaticamente lo storico delle visite, in modo che il tutto sia poi facilmente consultabile dal medico. C’è, inoltre, la possibilità di stampare la scheda in formato PDF e questo può rivelarsi utile sia come promemoria per il paziente che per eventuali comunicazioni con altri centri medici ed ospedali. Il software Open Hospital permette inoltre di registrare esami e vaccini e di tenere sotto controllo il consumo dei farmaci e agevolare la gestione di nuovi ordini. E non finisce qui: utilizzando questo software diventa possibile raccogliere dati su cui elaborare report generali e statistiche utili per verificare l’efficienza dei centri medici e degli ospedali in cui viene utilizzato, rendendo possibile la pianificazione di programmi d’azione futuri e politiche di prevenzione.

Se il progetto avrà successo, nuove funzionalità, oltre a quelle base, potrebbero essere sviluppate a seconda delle esigenze del centro medico.

Per verificare l’implementazione del progetto, membri dello staff di Kito Onlus e di Informatici Senza Frontiere saranno presenti sul campo: continuate a seguirci e noi vi terremo costantemente aggiornati sul lavoro che stanno svolgendo a San Francisco!

serena-filippineLa nostra Project Assistant Serena al lavoro a San Francisco insieme a Ryan, membro del Municipality Staff. A destra, Serena e il Sindaco di San Francisco Aly Arquillano.

Giornata internazionale per la pace

Oggi, 21 settembre, si celebra la giornata internazionale per la pace, istituita con una Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1981 e, dal 2001, intesa come periodo di non violenza e cessate il fuoco. In tutto il mondo, dall’Italia alle Filippine, si organizzano eventi con lo scopo di diffondere e promuovere gli ideali e la cultura della pace.

Quest’anno il tema della giornata è “Gli obiettivi di sviluppo sostenibile: costruire strade di pace”. Gli obiettivi di sviluppo sostenibile – lo ricordiamo, sostenibilità significa saper rispondere ai bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di fare lo stesso – sono stati adottati nel 2015 dai 193 Stati membri delle Nazioni Unite e sono parte dell’Agenda 2030, un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità. I 17 obiettivi sono quindi, come ha spiegato il Segretario Generale ONU Ban Ki-moon, una “lista di cose da fare per le persone e per il pianeta” e comprendono, tra le altre cose, la parità di genere, un’istruzione di qualità per tutti e la fine della povertà nel mondo. Nonostante l’obiettivo di sviluppo #16 si occupi esplicitamente di pace, oggi si vuole anche sottolineare che in realtà tutti gli obiettivi sono necessari per la pace che la pace, a sua volta, è il solo contesto entro cui tutti gli obiettivi possono realizzarsi pienamente.

Per realizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile e per contribuire alla pace le parole però non bastano: nel sostenere le popolazioni in difficoltà nell’attenzione data alle ragazze e alle donne delle comunità locali,  e nel combattere il cambiamento climatico con la costruzione di strutture sostenibili noi di Kito Onlus siamo decisi a realizzare concretamente un mondo più equo e giusto attraverso le nostre attività.

E voi sarete dalla nostra parte?

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Buone notizie per il nostro Centro Medico di San Francisco!

Recentemente Kito Onlus ha ricevuto un sostegno davvero importante dal Comune di Padova. La Giunta Comunale, su proposta dell’Assessore Marina Buffoni, che aveva già dimostrato interesse e supporto verso le attività dell’organizzazione, ha infatti concesso un contributo pari a € 10.000,00 per il progetto Centro Medico per le emergenze di Kito Onlus a San Francisco, nelle Isole Camotes. Grazie a questo contributo, e come da progetto, il Centro Medico potrà essere dotato di un sistema di accumulo di energia tramite l’utilizzo di pannelli fotovoltaici in grado di fornire energia elettrica. L’edificio, totalmente costruito con materiali naturali e locali sarà anche energicamente autosufficiente, e sarà un modello di costruzione sostenibile. Il successo del Centro Medico – l’ultima volta ne abbiamo parlato qui – lo ricordiamo, è fondamentale, in quanto al momento la  municipalità di San Francisco, difficilmente raggiungibile soprattutto nel corso di calamità naturali, è carente di strutture sanitarie, e ha una rete elettrica estremamente precaria.

Garantire quindi un collegamento elettrico durante le emergenze, permette di continuare le attività degli ambulatori medici e, inoltre, di avere un costante collegamento tramite internet con le unità di soccorso.

A presto per nuovi aggiornamenti!

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ESTATE 2016 A SAN FERNANDO LA UNION

Questa estate le attività di Kito Onlus nel Barangay Sagayad di San Fernando La Union non si sono fermate. Continuano i trend positivi all’interno della Kito Health Unit evidenziati negli scorsi mesi e di cui abbiamo parlato in questo articolo e in più, con la collaborazione dei Barangay Officials e dei BHWV (Barangay Health Worker Volunteers), sono stati portati avanti nuovi programmi e iniziative.

Il 27 luglio è stata organizzata una campagna anti-bullismo, in partnership con la Philippine National Police e la scuola elementare di Sagayad, per sottolineare l’esistenza del problema e per insegnare ai bambini a gestire la situazione nel caso questa si verificasse. Il fenomeno, infatti, è molto diffuso nelle Filippine, con 31 casi in media riportati ogni giorno.

Un altro problema importante che il paese si trova ad affrontare è quello della malnutrizione; nel Barangay Sagayad, in particolare, 7 bambini sono gravemente malnutriti. Kito Onlus ha quindi deciso di collaborare con il Barangay Council di Sagayad per condurre un programma giornaliero di nutrizione, dal martedì al venerdì, rivolto ai genitori dei bambini in questione. Alle famiglie vengono insegnati i principi di un’alimentazione corretta e consegnati pasti completi comprendenti riso, carne, verdure, vitamine in polvere e bevande salutari. Il programma si concluderà al termine di quest’anno e fino ad allora il peso dei bambini sarà costantemente tenuto sotto controllo.

Sempre in quest’ambito, Kito Onlus ha avviato dei programmi di nutrizione per i bambini dell’asilo. Alcuni di loro sono sottopeso quindi il loro peso ha bisogno di essere monitorato quotidianamente. Il programma sta già dando dei risultati positivi e per questo motivo continuerà ad essere portato avanti.

Rimanete aggiornati su queste e sulle future attività di Kito Onlus continuando a seguire il nostro blog!

campagna-anti-bullismoCampagna anti-bullismo

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Emergenze in Italia: danni sproporzionati e l’importanza della prevenzione

Spesso abbiamo parlato dei disastri naturali che colpiscono le Filippine, tra cui tifoni, terremoti ed eruzioni vulcaniche. Ma anche l’Italia è un paese di frequente soggetto a emergenze causate dal verificarsi di eventi naturali. Tra questi, il terremoto di magnitudo 6.0 sulla Scala Richter che mercoledì 24 agosto 2016 ha colpito il Centro Italia. L’attività sismica non è ad oggi ancora definitivamente cessata, poiché da allora sono state registrate fino a 5000 repliche di terremoto.

I primi dati sull’attività sismica in Italia risalgono a 2500 anni fa e si calcola che in media si verifichi un evento sismico disastroso una volta ogni 5 anni. Secondo i dati della protezione civile, la penisola è uno dei paesi a maggior rischio sismico nel Mediterraneo, per via della sua posizione geografica, situata tra la zolla africana e quella eurasiatica e per il suo essere un territorio geologicamente giovane e soggetto a scosse di assestamento. Ma non solo terremoti, l’Italia è interessata anche da altri tipi di calamità naturali: il rischio vulcanico, sebbene meno frequente e devastante di quello sismico, rappresenta un pericolo soprattutto per le aree più densamente popolate e il dissesto idrogeologico, che porta a frane (oltre 200 eventi nel 2015) e alluvioni (le aree ad alta pericolosità idraulica interessano 12.218 km² del territorio) è diffuso capillarmente sul territorio italiano (vedi il Rapporto 2015 dell’ ISPRA sul dissesto idrogeologico in Italia). L’Italia è inoltre a rischio maremoti e incendi; questi ultimi sono responsabili della distruzione del 12 % del patrimonio forestale italiano.

Alcuni di questi disastri naturali, i terremoti per esempio, non si possono prevedere, ma tutti, in ogni caso, sono influenzati nel bene e nel male dall’attività umana; per entrambi i motivi, entra in gioco l’importanza della prevenzione. Purtroppo ciò che viene rimproverato all’Italia, anche all’estero, è proprio il basso grado di preparazione di fronte alle emergenze e il tipo di risposta che generalmente viene dato. La conseguenza è che generalmente i danni non sono proporzionati alla gravità del disastro naturale che li ha causati. Questo articolo sottolinea le critiche principali in relazione al terremoto del 24 agosto: non è mai stato messo in atto un piano nazionale per la prevenzione sismica, le norme edilizie sono permissive, gli edifici sono vecchi e non sono mai stati messi in sicurezza. Anche il geologo Mario Tozzi sostiene che “in un paese avanzato una scossa di magnitudo 6 non provoca crolli e vittime” e che “in Giappone e in California con una scossa simile a quella di Amatrice c’è soltanto un po’ di spavento ma non crolla nulla”. Certo, anche i paesi in via di sviluppo potrebbero però essere presi ad esempio per l’attenzione alla prevenzione e alla gestione del rischio. Un esempio a proposito sono le National Simultaneous Earthquake Drills organizzate nelle Filippine, simulazioni di terremoto organizzate dal governo a livello nazionale e di cui abbiamo parlato qui; queste sono essenziali nel preparare la popolazione ad un pericolo che, sebbene imprevedibile, è destinato prima o poi ad accadere. Anche per la risposta alle emergenze possiamo continuare a guardare alle Filippine. Queste sono infatti testimoni dell’utilità che può avere una unità mobile per le emergenze: la Kito HUT, infatti, energicamente sostenibile grazie alla presenza di pannelli fotovoltaici installati sul tetto e di utilizzo immediato, senza bisogno di professionisti che provvedano all’assemblaggio, ha rivelato la sua importanza nel contesto post-emergenza.

Ogni territorio è diverso ma ciò non significa che l’Italia non possa prendere a modello quelle azioni che in contesti simili si sono rilevate estremamente valide.

Amatrice, 24 agosto 2016 (AP Photo/Alessandra Tarantino)

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