giugno 2016

Giornata internazionale in supporto alle vittime di tortura

Oggi, 26 giugno, è la Giornata Internazionale di supporto alle Vittime di Tortura, istituita dalle Nazioni Unite nel 1997; un’occasione per ribadire la condanna verso il crimine di tortura, commemorarne le vittime, mostrare supporto ai sopravvissuti e, in generale, per dare risalto alla Convenzione Onu contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti, entrata in vigore proprio il 26 giugno del 1987.

Anche se sono trascorsi quasi 30 anni da allora e sebbene la tortura sia proibita dal diritto internazionale consuetudinario – vincolante anche per i membri della comunità internazionale che non hanno firmato trattati in cui la tortura è espressamente proibita – questa pratica è ancora diffusa in molti Paesi.

Nelle Filippine il tema è particolarmente pressante e attuale. Nel 2014 Amnesty International pubblica il report “Above the law: police torture in the Philippines”, documentando come la tortura e altri trattamenti inumani e degradanti perpetrati dalle forze di polizia siano nelle Filippine azioni ampiamente soggette ad impunità, nonostante il Paese abbia ratificato strumenti internazionali quali la Convenzione contro la tortura e relativo Protocollo Opzionale e a livello nazionale la tortura sia proibita dalla Costituzione del 1987 e riconosciuta come crimine specifico dall’Anti Torture Act del 2009.

Quest’anno però qualcosa è cambiato e oggi vogliamo ricordarlo: il 29 marzo 2016, la corte di Panmanga, a nord di Manila, ha emesso una sentenza contro l’ufficiale di polizia Jerick Dee Jimenez, condannandolo per tortura ai danni di Jerryme Corre (di cui potete leggere la storia qui). La prima condanna del genere nelle Filippine appare come un cambiamento di rotta per mettere finalmente fine all’impunità.

207890_Visit_to_Jerryme_Corre_)CROP© Amnesty International. In questa foto, Jerryme Corre.

Scuola di Banilad: un nuovo progetto in corso!

“Che cosa hanno i bambini, la povertà e i disastri naturali in comune?” domanda ai lettori questo articolo pubblicato da Rappler; la risposta è: “Decisamente troppo”. Dello stesso parere è il report “Education Disrupted” (2016), rilasciato recentemente da Save the Children, il quale sottolinea che nelle Filippine, come in tutta la regione Asia-Pacifico, spesso i bambini non possono godere del diritto all’istruzione a causa dei disastri naturali: le scuole vengono danneggiate, addirittura distrutte, usate come centri di evacuazione e non sempre le politiche di DRR (Disaster Risk Reduction) sono adeguatamente finanziate e supportate. Eppure, proteggere il diritto all’istruzione è essenziale perché ne beneficiano non solo i singoli bambini, difendendoli tra l’altro dal rischio di sfruttamento, ma la comunità intera, anche da un punto di vista economico.
Supportare la popolazione prestando particolare attenzione ai bambini e al loro diritto a ricevere un’istruzione è quello che si propone di fare Kito Onlus a Pinamalayan Town, municipalità situata nella provincia di Oriental Mindoro (Filippine) e colpita dal tifone Nona nel dicembre 2015 (di cui abbiamo parlato qui e qui). Lo scorso marzo la Presidente di Kito, Paola Vecchiato, ha effettuato un sopralluogo nel Barangay Banilad per valutare un progetto di ricostruzione di tre aule della scuola di Banilad, distrutte dal tifone, in modo da accelerare la ripresa delle attività didattiche e garantire così la continuità scolastica a 275 bambini dell’asilo e della scuola primaria. Considerando che l’edificio si trova a circa 15 km di strada sterrata dalla città , una distanza che impedisce gli aiuti locali di raggiungere facilmente la scuola, il supporto di Kito è particolarmente benvenuto. Questo progetto, inoltre, rientrerebbe nella tipologia del Cash for Work, che offre un impiego temporaneo di pubblica utilità ai membri delle comunità colpite da disastri naturali, permettendo loro di poter guadagnare ed essere al contempo parte attiva nella fase di ricostruzione che segue una calamità.

scuola baniladbambini banilad

Kito Health Unit: un progetto di successo!

Sono trascorsi due anni da quando la Kito Health Unit è stata donata al Barangay Sagayad di San Fernando la Union (Filippine) e il bilancio è molto positivo. Il monitoraggio costante della struttura medica avviene grazie ai dati e alle statistiche che riceviamo mensilmente dallo staff locale composto dai BVW (Barangay Volunteers Workers). Da una analisi dei dati raccolti tra il marzo 2014 e il marzo 2016 siamo in grado di valutare l’impatto del progetto sui beneficiari diretti.

I dati che risaltano di più sono la maggiore percentuale di bambini in salute, passata dal 66,53% al 73,11% e il minore tasso di maternità soprattutto tra le teenager, passato dal 0,76% del 2014 al 0,29% del marzo 2016. Queste informazioni sono correlate: nelle famiglie meno numerose dei Paesi in via di sviluppo, infatti, è più facile che ci sia abbastanza cibo per tutti i membri della famiglia e di conseguenza minori probabilità per ognuno di essi di contrarre malattie. Uno degli obiettivi della Kito Health Unit è quello di sostenere questa tendenza, promuovendo il Family Planning attraverso il controllo delle nascite.

Certo, la malnutrizione è, al di là del numero dei membri del nucleo famigliare, un problema diffuso nelle Filippine, come già sottolineato in questo articolo. I dati raccolti nell’ultimo biennio riguardanti le malattie che colpiscono maggiormente la comunità confermano questo fatto: la malattia più diffusa è l’ipertensione, che è influenzata dallo stile di vita; gli studi condotti da Kito Onlus hanno anch’essi evidenziato la diffusa presenza di cattive abitudini alimentari tra la popolazione del Barangay. La Kito Health Unit sarà quindi impegnata nei prossimi mesi ad organizzare corsi e lezioni incentrati sull’importanza di uno stile di vita più sano.

Continuate a seguirci per restare aggiornati!

BAMBINI, STATO DI SALUTE

Tabella bambini

TASSO DI MATERNITÀ 

Tabella maternità

Facciamo progressi!

Come da programma, prima dell’inizio della stagione delle piogge, la costruzione del Centro Medico nell’isola San Francisco (Camotes Islands) è arrivata alla copertura. Al 27 maggio 2016 le impalcature sono state rimosse e la prossima settimana si  procederà alla pavimentazione. Anche la costruzione della fossa settica è cominciata. Una volta portato a termine, l’Health Center sarà il punto di riferimento medico per la popolazione del Barangay Esperanza, il più popolato e vulnerabile dell’isola, che mancava di una tale struttura.
Se oltre ai progressi siete interessati a sapere come è nata l’idea di realizzare il Centro Medico, scopritelo qui!

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TRAINING DI COSTRUZIONE ANTI-TIFONE

Le Filippine sono uno dei paesi più colpiti al mondo da disastri naturali e particolare attenzione va alla costruzione e alla ricostruzione degli edifici, affinché possano resistere sia a tifoni che a terremoti. Inoltre è diffuso l’uso di materiali leggeri quali legno, bambù e paglia che rendono gli edifici molto più vulnerabili.  Prendendo atto di questo, Kito Onlus ha organizzato presso il Barangay Esperanza (il barangay è la più piccola unità di governo locale nelle Filippine) di San Francisco, nelle Camotes Islands, un training di “costruzione anti-tifone”, della durata di 2 pomeriggi lo scorso marzo; non semplicemente un incontro informativo, ma un corso volto a trasmettere conoscenze teoriche e pratiche per operare nel campo dell’edilizia in contesti d’emergenza e utili per costruire o ricostruire la propria casa rendendola più sicura e resiliente anche di fronte ad eventi come i tifoni. Nel ruolo di relatori hanno partecipato al training Paola Vecchiato, Presidente di Kito, Marcelo Roslinda, ingegnere di Yes Construction e Gary Muana, Operations and Warning Officer dell’Uffico Disaster and Risk Reduction di San Francisco.
Per fare in modo che la comunità di Esperanza fosse adequatamente coinvolta nel progetto, si è fatto di in modo di assicurare che almeno due rappresentanti per ogni Purok (distretto) del Barangay fossero presenti, in modo che le informazioni da loro acquisite potessero in seguito essere facilmente condivise con il resto della comunità; in ogni caso tutti i partecipanti (21 tra agricoltori e pescatori e 5 operai qualificati) sono stati invitati, una volta terminato il corso, a diffondere la propria conoscenza tra parenti ed amici.

training martelli

Il training ha dimostrato un buon tasso di coinvolgimento, stimolato anche dagli esercizi di gruppo proposti. È stato notato come spesso i partecipanti abbiano bisogno di essere incoraggiati ad esporre dubbi o a fare domande e come sia importante per i relatori ricordarsi di non dare niente per scontato durante le spiegazioni, essendo i temi trattati non per forza familiari per l’auditorio. Al termine del training è stato distribuito un questionario riguardante i temi trattati, in modo da valutarne la comprensione. A tutti i partecipanti sono stati infine consegnati chiodi e martelli insieme ad un attestato di partecipazione.

Noi di Kito Onlus siamo soddisfatti della buona riuscita del Typhoon-prone Construction Training e confidiamo di poter continuare ad avere un ruolo positivo nel rendere le comunità filippine in cui operiamo sempre meno vulnerabili.

training spiegazione

Paola Vecchiato, Presidente di Kito Onlus, e Marcelo Roslinda, ingegnere di Yes Construction, spiegano come costruire strutture resilienti.

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