maggio 2016

Simulazioni di terremoti

“Drop, Cover, Hold on!” sono parole che i Filippini sono abituati a sentire. Le simulazioni di situazioni d’emergenza, come i terremoti, sono qualcosa che ovviamente conosciamo anche in Italia, grazie a quelle fatte a scuola, per esempio. Ma pur comprendendo l’importanza di una simile attività, molte volte queste simulazioni non sono altro che occasioni per saltare un compito in classe e per ridere con i compagni di un’eventualità tragica che si crede non capiterà mai.
Nelle Filippine, che si trovano nella cosiddetta Cintura di fuoco del Pacifico, la situazione è diversa.  Con una media di 30 terremoti l’anno, lì l’attività sismica può dirsi praticamente incessante. Le simulazioni di terremoto svolgono quindi un ruolo fondamentale nel preparare all’inevitabile.
Il 21 Aprile 2016 Kito Onlus ha partecipato al National Simultaneous Earthquake drill, tramite la Field Assistant Abby nel ruolo di osservatore esterno. Si è trattato di una simulazione di terremoto a livello nazionale organizzata dalle autorità governative. La procedura messa in atto comprende diverse fasi: allarme, risposta, evacuazione, ritrovo, conteggio, valutazione. Una volta in funzione l’allarme, le manovre essenziali sono “drop, cover and hold on”: mettiti a terra, proteggi testa e collo cercando una protezione e resisti fino a che non è tutto finito.  Quando la sirena smette di suonare si conta fino a 10 e poi si può evacuare l’area. Gli addetti alla manutenzione sono gli ultimi a lasciare l’edificio: il loro compito è di controllare che nessuno sia rimasto indietro e sono sempre loro i responsabili per il conteggio teste. Infine, i responsabili per la valutazione della simulazione svolgono la necessaria attività di verificare l’esistenza di eventuali punti da migliorare.
Abby riassume così l’importanza di tali simulazioni: “Sappiamo tutti che non ci sono segnali di pericolo prima di un terremoto. Quindi bisogna sempre essere preparati”.

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Il lavoro sul campo

Vi siete mai domandati come sia il lavoro sul campo di una Onlus come Kito? Quali siano i compito di un/una Field Assistant, per esempio?
Il lavoro sul campo comprende una gran varietà di attività: incontri (presentazioni di progetti, discussioni), visite sul luogo del progetto, monitoraggio dei progressi, stesura di report, corsi di preparazione e aggiornamento. Bisogna essere sempre aggiornati su quel che succede, pronti ad ascoltare le opinioni delle persone coinvolte, saper gestire i problemi. Durante i meeting è essenziale cercare di coinvolgere tutte le persone che in qualche modo verranno toccate dal progetto: che siano ingegneri e operai in un progetto di costruzione, o i beneficiari delle comunità in un training di igiene e prevenzione. Kito Onlus cerca sempre di coinvolgere i beneficiari diretti e i membri delle amministrazioni locali perché per raggiungere lo sviluppo a lungo termine, capace di andare oltre una circoscritta situazione d’emergenza, c’è bisogno del sostegno e della partecipazione della comunità. Gli incontri si svolgono durante tutte le fasi del progetto, dalla sua ideazione all’implementazione, e si rivelano utili nell’individuare di volta in volta nuovi problemi e più efficaci strategie per risolverli.
Un’idea deve essere condivisa per poter funzionare e la comunità deve poter percepire un progetto come proprio e voluto, non imposto da altri.

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Anche i training sono una parte fondamentale del lavoro di Kito sul campo. Il nostro Typhoon-prone Construction Training, tenutosi a marzo di quest’anno, ad esempio, di cui siamo molto soddisfatti anche per tasso di partecipazione raggiunto, ci ha aiutati a mettere in luce le difficoltà cui dobbiamo far fronte, come le barriere linguistiche che rendono la comunicazione non sempre facile e la comprensione non immediata. Ogni problema però è di stimolo nel cercare una buona soluzione. Di volta in volta, così, possiamo migliorare!

E certo, la soddisfazione in questo lavoro è molta. Vedere un progetto come l’Health Center di San Francisco crescere – letteralmente! – è sempre un’emozione.

progressi costruzione

 

Novità dalla nostra field assistant Abby

Ciao a tutti!IMG-20160509-WA0002

Sono Abby e ho iniziato a lavorare con Kito Onlus agli inizi di marzo, ma ho cominciato a prepararmi prima di quella data, perché sapevo che sarebbe stata una grande opportunità per me.

In questa nuova missione, il mio compito è quello di gestire l’implementazione del progetto di costruzione di un’ unità medica a San Francisco, una splendida isola non lontana da dove vivo. Mi occuperò anche di organizzare quanto necessario per la realizzazione dei training sui metodi di costruzione degli edifici resistenti ai tifoni, i quali saranno diretti alle comunità locali. Tutto questo potrà essere realizzato grazie a Kito Onlus in collaborazione con la Chiesa Valdese.

Fortunatamente non ho l’ostacolo della lingua dal momento che conosco bene il dialetto locale. Anche il dovermi spostare nelle Camotes Islands non è stato un problema, in quanto mi è stato offerto un posto dove alloggiare: questa è la vera ospitalità filippina.

All’inizio per me non è stato facile integrarmi nella comunità locale, infatti le persone hanno subito iniziato a farmi domande su chi fossi, quale fosse lo scopo del mio soggiorno e per quanto tempo mi fossi fermata… Non mi hanno mollata neanche un giorno.

Appena arrivata in questo nuovo posto, sono andata immediatamente a visitare il luogo del progetto, in quanto volevo subito conoscere le persone, capire cosa era già stato fatto e i progressi già portati avanti dall’impresa costruttrice.

Guardando tutto ciò che mi circondava, ho sentito un’esplosione di emozioni. Siamo grati a Kito che con i suoi progetti sta portando benefici alla comunità anche attraverso l’impiego di manodopera locale.

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L’attiva partecipazione e coinvolgimento della comunità locale si fanno molto sentire, sia da parte degli uomini che delle donne. Una parte del mio lavoro include anche il lavoro a stretto contatto con gli stakeholder e lo staff che si occupa di sanità.

Una volta terminata la costruzione, molte più persone potranno avere un più facile accesso alle cure mediche, in particolar modo donne e bambini.

Devo dire che questa mia nuova avventura non è sempre una passeggiata, mi aspetto di dover affrontare molti ostacoli e le difficoltà sono all’ordine del giorno; ma credo anche che, finché si manterrà un atteggiamento di apertura mentale e di ascolto reciproco, non ci saranno ostacoli che non potranno essere superati.

Grande successo per la nostra Cena Filippina

Ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato con grande entusiasmo alla cena filippina tenutasi il 20 Aprile al Ca’ Sana di Padova e organizzata da Kito Onlus con la preziosa collaborazione dell’Associazione Donne Filippine.

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A Tavola col mondo è una rassegna promossa da Associazione Ca’Sana Fucina di Idee per conoscere e scoprire cibi, paesi e culture del mondo, in collaborazione con realtà che si occupano di cooperazione e sostegno alle comunità straniere che vivono in città e nei loro paesi di origine.
Questi incontri, inoltre, hanno lo scopo di poter conoscere e sostenere alcuni progetti di solidarietà, che si realizzano solitamente nei paesi d’origine.

cena filippina 1Nel corso della serata i partecipanti hanno gustato alcuni piatti tipici, cucinati con l’aiuto delle donne filippine che vivono a Padova: hanno avuto così l’opportunità di sperimentare sapori ed ingredienti nuovi e non comuni nelle nostre tavole, oltre ad approfondire la conoscenza del loro paese d’origine. Il ricco menu ha previsto: i Lumpia (involtini di pasta di filo ripieni di verdure), l’Adobo (riso con pollo), il Pochero (pesce e verdure) e infine il particolarissimo Halo-Halo (gelato alla frutta) che più che un dolce è uno stile di vita e un emblema delle filippine.

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La cena è stata anche un momento per far conoscere meglio le iniziative e i progetti portati avanti sia da Kitocena filippina 2 Onlus che dall’Associazione Donne Filippine; in particolare la nostra Presidente, Paola Vecchiato, ha parlato del programma di prevenzione e risposta alle emergenze rivolto a donne e bambini nelle Filippine ed ha illustrato lo scopo della serata: raccogliere fondi a sostegno della ricostruzione di 3 aule di una scuola elementare Baniland a Mindoro, isola delle Filippine fortemente colpita nei mesi

scorsi da un tifone.