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20 giugno 2017: Giornata Internazionale del Rifugiato

La Giornata internazionale del rifugiato, indetta dalle Nazioni Unite, viene celebrata il 20 giugno per commemorare l’approvazione nel 1951 della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati (Convention Relating to the Status of Refugees) da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Venne celebrata per la prima volta il 20 giugno 2001, nel cinquantesimo anniversario della Convenzione.

Secondo l’articolo 1.A del suddetto trattato internazionale, può e deve essere considerato “rifugiato chiunque, sulla base di una ben fondata paura di essere perseguitato per motivi legati ad etnia, religione, appartenenza ad un determinato gruppo sociale ed opinione politica si trova fuori dal proprio paese o non può usufruire della protezione del proprio paese di origine a causa di tale timore”

Oggi, fonti autorevoli come l’ Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite (UNHCR) parlano dell’esistenza di circa 22 milioni di rifugiati nel mondo. 16 milioni sono registrati sotto l’UNHCR. La maggior parte proviene da Siria (dal 2011), Afghanistan, Somalia e Sud Sudan. La restante parte, costituita da rifugiati palestinesi, è registrata sotto l’UNRWA (una agenzia delle Nazioni Unite costituita per la gestione dei profughi provenienti solamente dalla Palestina -o meglio ciò che ne rimane!).

Svariate sono le cause che portano famiglie e singoli individui ad abbandonare il proprio paese anche senza poter ottenere lo status di rifugiati: pensando all’esodo dei popoli siriano, afghano e iracheno( e molti altri) le cause sono da addurre a guerre e le loro conseguenti violazioni di diritti umani. Se pensiamo al Sud Sudan, sono decenni di mancanza di cibo ed acqua ed ancora, considerando paesi come l’Egitto, la Birmania e l’India, è   l’appartenenza ad una determinata classe sociale a spingere ad abbandonare il proprio paese d’origine. Negli ultimi decenni, sfortunatamente, sono aumentate le cause scatenanti abbondanti flussi migratori, tra questi, quella che desta particolare interesse per Kito Onlus è il cambiamento climatico.

L’Organizzazione Internazionale per la Migrazione oltre ad aver tentato di dare una definizione di MIGRANTE CLIMATICO ha stimato che nel lungo periodo,più di 200 milioni di persone sono a rischio migrazione per motivi legati all’ambiente nel quale vivono. Stime che sono state confermate dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) nel 2015 e 2016.

Le Filippine, il paese dove la nostra Onlus interviene, sono uno dei paesi più colpiti al mondo da disastri naturali di enorme portata- in media ce ne sono trenta all’anno. Secondo un report della Banca Mondiale, le catastrofi naturali legate al cambiamento climatico sono una delle cause principali dell’aumento della povertà nelle Filippine in quanto per ognuna le spese di ricostruzione previste corrispondono a diversi milioni.

Per la Giornata Internazionale del Rifugiato 2017, l’UNHCR ha deciso di lanciare una campagna per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulle condizioni di vita di un richiedente asilo. L’invito dell’UNHCR per abbattere ogni pregiudizio è l’uso dell’ hashtag #withRefugees

KITO ONLUS stands #withRefugees.